Il Tirreno

Lucca

Furti a casa di un ristoratore e di un biologo

Come fantasmi i ladri piombano in camera da letto di notte e rubano denaro e gioielli

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 MARLIA. Come fantasmi piombano in camera da letto mentre tutti dormono e s'impossessano di soldi, gioielli e telefonini lasciati sopra al comodino. Pendolari del crimine in azione a Marlia nell'abitazione di un ristoratore e di un biologo. Complessivamente i due colpi avvenuti nella notte fruttano un bottino di 5mila euro. Dai primi riscontri gli inquirenti ipotizzano che ad agire sia una gang dell'Est. Ladri acrobati che entrano in azione quando il sonno è più pesante (dalle 3 alle 4 del mattino) e senza fare il minimo rumore approfittano di finestre semi aperte e sprovviste di sistema d'allarme o praticano fori sul legno introducendo dei ganci metallici che vanno a far leva sulla maniglia interna.  SPARISCE L'INCASSO  Una delle vittima dei ladri è Mario Mariani residente in via S. Donnino a Marlia e titolare del noto ristorante «La Conca» a Massa Macinaia. «Sono tornato a casa verso l'una e mezzo. - racconta - Mi sono messo un po' al computer e poi sono andato a dormire con mia moglie. Prima però ho preso il cellulare e sul display ho messo il servizio di suoneria per alzarmi alle 7.10. Avrei dovuto accompagnare all'aeroporto di Pisa la fidanzata di mio figlio. La sveglia invece me l'ha data il campanello di casa. Sono andato ad aprire e ho visto la mia futura nuora. "Mancano dieci minuti alle otto" mi ha detto con aria sorpresa. Avevo inserito la suoneria al cellulare e non riuscivo a capire perchè non era entrata in funzione. Poi l'ho capito. Il telefonino che avevo lasciato sul comodino a 20 centimetri dalla mia testa non c'era più. Rubato. Ed erano spariti anche i miei pantaloni con la chiave della mia Ford Fiesta e il portafogli contenente 2500 euro in contanti: l'incasso di due serate. I ladri, attraverso il garage, erano saliti sino al primo piano, avevano forzato l'avvolgibile ed erano entrati dalla finestra socchiusa. I carabinieri hanno trovato un'impronta di scarpa sul davanzale. Io e mia moglie non ci siamo accorti di nulla».  IL RUMORE DELLA FIBBIA  Il rumore della fibbia di un paio di pantaloni che cade sul pavimento, la luce della camera che si accende, un rapido controllo e poi di nuovo a dormire. A casa di Nicola Bigongiari i ladri s'impossessano di 350 euro in contanti, di preziosi nel portagioie della moglie infermiera ed entrano in camera del loro figlio. «Non so che ora fosse - racconta l'infermiera - ma mio figlio di 14 anni ha sentito un rumore e ha acceso la luce. Era la fibbia della sua cintura caduta sul parquet. Sia noi che lui nell'oscurità non abbiamo notato la luce di mini torce o percepito la presenza di estranei. Così ci siamo rimessi tutti a dormire. La mattina dopo abbiamo visto l'avvolgibile alzato, un buco nel legno della finestra e le cassettiere aperte. Soldi e gioielli erano spariti. E abbiamo realizzato». L.T.

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