Il Tirreno

Lucca

L’evento è stato possibile grazie ai buoni rapporti con il museo civico di Modena e ai collezionisti

Cimeli risorgimentali, boom di visite

Luca Dini
A destra alcuni dei cimeli più importanti della mostra sul Risorgimento e nella foto piccola coloro che hanno lavorato per organizzarla
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A destra alcuni dei cimeli più importanti della mostra sul Risorgimento e nella foto piccola coloro che hanno lavorato per organizzarla

C'è anche il poncho di Garibaldi nella mostra dentro la rocca ariostesca

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 CASTELNUOVO. In Italia i 150 anni dell'Unità sono stati festeggiati in vari modi. Sono state realizzate mostre dedicate all'evento. Ma tutte le esposizioni si sono concentrate sui 150 anni di storia dell'Italia unita. A Castelnuovo è stata compiuta una scelta diversa che ha portato a progettare e realizzare una mostra unica nel suo genere: mirata sul solo Risorgimento e sulla riscoperta dei cimeli.  L'idea, nata dal consiglio della Pro Loco di Castelnuovo, ha portato la mostra ad avere risonanza nazionale.  Il poncho di Giuseppe Garibaldi o la camicia con cui è stato impiccato Ciro Menotti si possono, infatti, trovare solo nella mostra di Castelnuovo, dal titolo "La Garfagnana nel Risorgimento", che rimarrà aperta fino al 23 ottobre con aperture pomeridiane (16-19) a cui si unisce quella mattutina (10-13) il sabato e la domenica, più la possibilità di visite guidate su prenotazione all'ufficio della Pro Loco (tel. 0583 641007).  «Il nostro intento è celebrare i personaggi, specie quelli locali - dice Pier Luigi Raggi, presidente della Pro Loco da vent'anni -; provare a far conoscere attraverso i cimeli quelli che erano i sentimenti dei protagonisti, delle famiglie, del popolo». Come è stato possibile realizzare una mostra di tale livello a Castelnuovo è grazie ai rapporti tra la Pro Loco e il Museo Civico d'Arte di Modena. «In generale abbiamo ottimi rapporti con le strutture e il mondo culturale modenese, ma con il museo è un rapporto nato da tempo, da oltre vent'anni con il convegno su Nicola Fabrizi (nel 1987) e gli altri di studi storici partiti nel 1992».  L'esposizione risorgimentale contra oltre 130 reperti per un percorso cronologico che va dai primi movimenti liberali in periodo napoleonico sino a Roma capitale. La maggior parte degli oggetti arriva da Modena, alcuni sono di collezionisti locali, la parte documentaria è proprietà dell'archivio storico del Comune. «Abbiamo selezionato noi gli oggetti in mostra con la consulenza della dottoressa Piccinini e del dottor Lorenzini».  I collezionisti locali sono stati molto disponibili nel concedere oggetti di valore, significativi e soprattutto, per alcuni, ricchi di valore affettivi perché tramandati di generazione in generazione. «Cosa manca? Niente, siamo soddisfatti delle scelte fatte e abbiamo allestito una mostra che abbraccia tutto quello che ci interessava - prosegue Raggi -. Potevamo avere anche la testa del cavallo di Garibaldi, imbalsamata, ma per problemi di conservazione abbiamo dovuto rinunciarvi». L'interesse attorno alla mostra è alto, le visite sono continue e si punta a coinvolgere gli istituti scolastici. «La mostra ha richiesto uno sforzo economico per i costi di assicurazioni e del trasporto specializzato e senza la Fondazione Crl, la Banca del Credito Cooperativo e la Crl non avremmo potuto fare niente».  L'esposizione risalta anche la bellezza delle sale della Rocca: «È bastato poco per esaltare l'aquila estense nella sala del consiglio - spiega Raggi -; la Rocca ha confermato la sua vocazione di contenitore musicale. Dobbiamo dire grazie al Comune che ha capito l'importanza di questo evento e ci ha delegato nel portarlo avanti». L'ingresso è gratuito, alla fine del percorso c'è la possibilità di acquistare il catalogo della mostra al costo di 15 euro.

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