Il Tirreno

Lucca

Già eseguiti più lanci dell’antagonista della vespa che mette a rischio anche il miele

Un insetto salverà i castagni

Rossana Federighi
I castagni rappresentano una fetta importante dell’economia della montagna
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I castagni rappresentano una fetta importante dell’economia della montagna

A Camporgiano il centro di moltiplicazione del Torymus

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 CAMPORGIANO. Va avanti senza tregua, con lanci ripetuti dell'insetto antagonista, la battaglia contro il cinipide galligeno, la vespa cinese del castagno che sta distruggendo i castagneti dell'Alta Garfagnana e della bassa Valle del Serchio e che dal 2010 allarma i castanicoltori della zona. A Camporgiano è nato un centro di moltiplicazione dell'antagonista.  Già gli apicoltori subiscono grosse perdite nella produzione del miele di castagno, diminuito di più di un terzo per la presenza di questi insetti. Poi sarà la volta delle castagne e rispettivi derivati, come la farina. Ma il danno apportato dall'insetto potrebbe arrivare perfino al sottobosco.  Per questo si stanno eseguendo lanci degli insetti antagonisti alla vespa cinese. La primavera scorsa, con i tecnici dell'Università di Torino e della Regione, sono stati eseguiti cinque lanci dell'insetto antagonista (il Torymus sinensis). Hanno interessato Minucciano, Piazza al Serchio, Fabbriche di Vallico, Pizzorne, Benabbio, Villa Basilica (dove i lanci verranno ripetuti nel 2012).  Grazie ai finanziamenti della Regione, si è costituito, presso il vivaio La Piana di Camporgiano, il secondo centro in Italia (dopo quello di Torino) di moltiplicazione dell'insetto antagonista.  Nel 2012 sono previsti altri due siti localizzati sul Monte Amiata e a San Piero a Sieve di Firenze, ma l'impegno è di costituirne un altro sul nostro territorio, per consentirgli nei prossimi anni di essere autosufficienti quanto a insetti antagonisti alla vespa del castagno.  «Con la ripresa vegetativa dei castagni, arrivarono le prime telefonate molto allarmate da parte dei castanicoltori - dice Ivo Poli, presidente dell'associazione nazionale "Città del Castagno" (che ha sede presso la Comunità Montana della Garfagnana) - per informarci della presenza di galle sui nuovi rametti dei castagni. La nostra associazione, con la Comunità Montane e altri cento enti pubblici in Italia, si è subito data da fare. Grazie a questa sinergia siamo riusciti a ottenere tramite il ministero dell'Agricoltura, l'attuazione di un piano castanicolo nazionale con un primo finanziamento di un milione di euro».  «Per quanto ci riguarda - continua Poli- dopo gli incontri con l'assessore regionale all'agricoltura Gianni Salvadori, si è deliberato di investire 250mila euro nel 2011 a difesa del castagno. Siamo riusciti a eseguire venti lanci su tutta la regione dell'antagonista naturale del cinipide. Ma non ci fermeremo. La strada intrapresa è positiva ma molto deve essere ancora fatto. Serve un massiccio coordinamento dei soggetti interessati per ottenere attenzione dall'Unione Europea ed evitare l'abbandono dei castagneti e il conseguente e più grave degrado ambientale».

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