Finanza
Spara in aria per intimidire l'ex compagna
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Dopo l'ennesimo litigio con l'ex convivente da cui ha avuto una figlia spara un colpo di fucile in aria a scopo intimidatorio minacciando di morte la donna se non se ne fosse andata. Lo fa usando un'arma clandestina: una carabina modello Flobert calibro 9 che originariamente era ad aria compressa e successivamente è stata modificata con l'inserimento di una canna e del percussore. Un fucile che poteva essere letale. E proprio per il possesso d'arma clandestina è finito agli arresti domiciliari Marco Uttieri, 39 anni, muratore, residente a Valdottavo.
A decidere sulla detenzione domiciliare il giudice dell'udienza di convalida Mario Profeta. Perchè il legale dell'indagato, avvocato Alessia Arzeni, ha chiesto i termini a difesa e il suo assistito si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il processo con rito direttissimo si terrà giovedì mattina in un'aula del tribunale Galli Tassi. I FATTI Venerdì pomeriggio l'ex compagna del muratore si reca a Valdottavo nell'abitazione dei genitori dell'ex convivente. Vuole vedere la figlia minorenne che il giudice ha affidato ai nonni paterni. Ma appena entra in casa la donna, 36 anni, viene accolta a male parole dall'ex compagno. Imbraccia un fucile, esce fuori dal terrazzo di casa e spara un colpo in aria a scopo intimidatorio. «Stai attenta perchè t'ammazzo». Una grave minaccia che la donna prende in seria considerazione. Ma non demorde e prova, invano, anche il giorno successivo a vedere la figlia. Ha paura che il padre di sua figlia possa farle del male. Così si rivolge ai carabinieri della stazione di Borgo a Mozzano diretti dal maresciallo Pennica. L'ARRESTO Domenica pomeriggio, dopo aver preso informazioni in paese, i militari si recano al bar Celetra di Valdottavo.
Sanno che il muratore si trova lì. Ci parlano e lo convincono a seguirli. Vogliono recuperare quel fucile perchè temono che con quell'arma possa fare del male a qualcuno. Prima si dirigono in via della Chiesa dove è parcheggiata la sua auto. Dentro ci sono tredici cartucce e un coltello a serramanico. Munizioni e arma da taglio vengono sequestrate. Ma del fucile non c'è traccia. Serve una perquisizione domiciliare. I militari la chiedono al magistrato e la ottengono.
Nella casa in località Castello la carabina modificata salta subito fuori. È appoggiata a un mobile. Nel punto esatto dove Uttieri l'aveva lasciata dopo aver sparato un colpo in aria per minacciare l'ex convivente. Da un primo sommario controllo risulta evidente che quell'arma è modificata. È un fucile clandestino e viene sequestrato. Per il muratore scatta l'arresto su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Amodeo.
A decidere sulla detenzione domiciliare il giudice dell'udienza di convalida Mario Profeta. Perchè il legale dell'indagato, avvocato Alessia Arzeni, ha chiesto i termini a difesa e il suo assistito si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il processo con rito direttissimo si terrà giovedì mattina in un'aula del tribunale Galli Tassi. I FATTI Venerdì pomeriggio l'ex compagna del muratore si reca a Valdottavo nell'abitazione dei genitori dell'ex convivente. Vuole vedere la figlia minorenne che il giudice ha affidato ai nonni paterni. Ma appena entra in casa la donna, 36 anni, viene accolta a male parole dall'ex compagno. Imbraccia un fucile, esce fuori dal terrazzo di casa e spara un colpo in aria a scopo intimidatorio. «Stai attenta perchè t'ammazzo». Una grave minaccia che la donna prende in seria considerazione. Ma non demorde e prova, invano, anche il giorno successivo a vedere la figlia. Ha paura che il padre di sua figlia possa farle del male. Così si rivolge ai carabinieri della stazione di Borgo a Mozzano diretti dal maresciallo Pennica. L'ARRESTO Domenica pomeriggio, dopo aver preso informazioni in paese, i militari si recano al bar Celetra di Valdottavo.
Sanno che il muratore si trova lì. Ci parlano e lo convincono a seguirli. Vogliono recuperare quel fucile perchè temono che con quell'arma possa fare del male a qualcuno. Prima si dirigono in via della Chiesa dove è parcheggiata la sua auto. Dentro ci sono tredici cartucce e un coltello a serramanico. Munizioni e arma da taglio vengono sequestrate. Ma del fucile non c'è traccia. Serve una perquisizione domiciliare. I militari la chiedono al magistrato e la ottengono.
Nella casa in località Castello la carabina modificata salta subito fuori. È appoggiata a un mobile. Nel punto esatto dove Uttieri l'aveva lasciata dopo aver sparato un colpo in aria per minacciare l'ex convivente. Da un primo sommario controllo risulta evidente che quell'arma è modificata. È un fucile clandestino e viene sequestrato. Per il muratore scatta l'arresto su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Amodeo.
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