Sicurezza
Scuola, non ci saranno ore aggiuntive per i disabili gravi
Nadia Davini
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Una protesta di genitori di alunni disabili Sarà impossibile rispettare il parametro ministeriale che prevede un insegnante ogni due alunni con difficoltà
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LUCCA. È ufficiale: a Lucca per quest'anno non ci saranno ore aggiuntive di sostegno per i disabili gravi e sarà impossibile praticare il rapporto stabilito dal ministero di un insegnante ogni due alunni con difficoltà. A dirlo sono i genitori e gli insegnanti che in questi giorni sono in contatto diretto con l'Ufficio scolastico provinciale per capire la situazione e seguire gli aggiornamenti. «L'ufficio scolastico provinciale - spiega Fabio Lucchesi, maestro a San Vito - non ha avuto le ore necessarie per coprire le deroghe richieste dalle scuole per i bambini con disabilità grave, certificata dall'Asl. E, ancora peggio, non riuscirà a mantenere il rapporto 1 insegnante per due ragazzi disabili. Nonostante che questo sia stabilito dal ministero». Il motivo? Mancanza di ore, mancanza di personale, mancanza di fondi: tutte ragioni da ricercare nei tagli operati dal governo in questi anni. Intanto si avvicina l'appuntamento organizzato dal coordinamento lucchese insegnanti, genitori e studenti per la scuola pubblica bene comune per domani 14 alle 15 nella sala di Rappresentanza di Palazzo Ducale, con la partecipazione di Claudio Imprudente: l'argomento affrontato sarà proprio quello dei disabili nel mondo della scuola, con la presentazione della «vergognosa situazione in cui ci troviamo, tra insegnanti e genitori». Il coordinamento, inoltre, avanzerà due proposte importanti: la prima, di profilo locale, sarà quella di firmare un documento tra tutti i consigli di circola di Lucca in cui vengono richieste le ore necessarie per svolgere correttamente il proprio lavoro e per seguire, come è giusto che sia, i bambini e i ragazzi con disabilità in modo continuo e approfondito. Evitanto così che vengano lasciati per interi pomeriggi in classe senza l'insegnante di sostegno. La seconda proposta, invece, è di respiro nazionale: chiedere al ministero che i soldi utilizzati per l'Invalsi (i test attitudinali) siano traferiti e utilizzati per il sostegno in via straordinaria per quest'anno.
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