Sicurezza
Scontro nel summit sull'emergenza cinghiali «Non basta certo battere le mani»
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Il rimedio contro i cinghiali? Battere le mani per farli scappare. Contro la proposta arrivata dal rappresentante della forestale nell'ennesimo summit per arginare le scorribande degli ungulati insorgono le associazioni dei coltivatori: «È una soluzione ridicola - dice l'associazione - per l'emergenza cinghiali nella zona dell'Oltreserchio (in particolare nelle zone di Camponi di S. Alessio, Ponte San Pietro e il Morianese)».
È finito insomma con uno scontro il tavolo di lavoro che si è riunito dopo il vertice in Prefettura e a cui hanno partecipato i rappresentanti della Provincia, Comune, polizia provinciale, organizzazioni agricole - Coldiretti, Cia e Unione Agricoltori - Atc e Forestale.
Il tavolo di lavoro nato dopo le tante segnalazioni da parte degli abitanti negli ultimi due anni, e non solo degli agricoltori, è stato incaricato di analizzare l'emergenza e di risolvere un fenomeno ormai fuori controllo che oltre a provocare danni alle produzioni agricole, sta ponendo delle questioni anche di pubblica sicurezza.
I cinghiali sono stati infatti avvistati anche nel parco pubblico di Cometti di S. Anna e in molte aree urbanizzate. L'ultimo eclatante caso in Versilia, a Vado di Camaiore: un agricoltore è stato caricato e morso da un cinghiale impegnato nella distruzione di parte del raccolto. L'uomo è stato portato in ospedale: ne avrà per 15 giorni.
«Ma c'è ancora chi, come il rappresentante del Corpo forestale Petrocchi - spiegano Coldiretti, Cia e Unione Agricoltori in una nota congiunta - che ha il coraggio di sottostimare un'emergenza ormai di carattere sociale, come dimostra evidentemente anche questo caso, e metterne addirittura in dubbio insieme alla presenza, i devastanti effetti su produzioni agricole e sulla sicurezza pubblica.
Il rappresentante della Forestale ha cercato di convincere il gruppo di lavoro che è sufficiente battere le mani per allontanarli. Se bastano squadre di battitori di mani per contenere i cinghiali ed evitare che divorino i raccolti, il problema è molto più semplice di quello che gli agricoltori ed abitanti hanno fino ad oggi pensato».
Una posizione, quella delle organizzazioni agricole, dettata dall'incredulità dell'affermazione: «Il tavolo, e i rappresentanti degli enti ed organi che ne fanno parte, ad esclusione del rappresentante del Corpo forestale - spiegano ancora le organizzazioni - ha condiviso e constatato la presenza di un problema serio e reale che è sotto gli occhi di tutti.
La Provincia si è impegnata e ha dimostrato grande attenzione nei confronti di questa grave emergenza attivando anche gli strumenti messi a disposizione dalle legge regionale sulla caccia come i prelevamenti straordinari. Gli interventi sono stati tempestivi. Non basta battere le mani per allontanare i cinghiali, magari fosse così semplice, purtroppo le soluzioni sono ben diverse.
Il cinghiale deve essere prelevato dalle aree non vocate convenendo le soluzioni più idonee e sicure per i cittadini. Questi atteggiamenti - sottolineano ancora Coldiretti, Cia e Unione Agricoltori - danneggiano i cittadini e chi da mesi, anni, sta subendo la presenza dei cinghiali».
Infine le tre organizzazioni lanciano l'invito alle squadre di cacciatori chiamati ai prelevamenti straordinari nei distretti di competenza: «Tutti devono fare il loro dovere - concludono - compresi i cacciatori. Le battute straordinarie, la dove sono state attivate dalla Provincia, come nel caso della Versilia in queste settimane, non hanno prodotto gli effetti auspicati.
Non crediamo sia una questione di numero di cinghiali; quelli ci sono in abbondanza come dimostrano le tante segnalazioni. È giusto valutare eventualmente, se non si ottengono i risultati sperati, l'opportunità di utilizzare squadre di cacciatori provenienti da altri distretti».
È finito insomma con uno scontro il tavolo di lavoro che si è riunito dopo il vertice in Prefettura e a cui hanno partecipato i rappresentanti della Provincia, Comune, polizia provinciale, organizzazioni agricole - Coldiretti, Cia e Unione Agricoltori - Atc e Forestale.
Il tavolo di lavoro nato dopo le tante segnalazioni da parte degli abitanti negli ultimi due anni, e non solo degli agricoltori, è stato incaricato di analizzare l'emergenza e di risolvere un fenomeno ormai fuori controllo che oltre a provocare danni alle produzioni agricole, sta ponendo delle questioni anche di pubblica sicurezza.
I cinghiali sono stati infatti avvistati anche nel parco pubblico di Cometti di S. Anna e in molte aree urbanizzate. L'ultimo eclatante caso in Versilia, a Vado di Camaiore: un agricoltore è stato caricato e morso da un cinghiale impegnato nella distruzione di parte del raccolto. L'uomo è stato portato in ospedale: ne avrà per 15 giorni.
«Ma c'è ancora chi, come il rappresentante del Corpo forestale Petrocchi - spiegano Coldiretti, Cia e Unione Agricoltori in una nota congiunta - che ha il coraggio di sottostimare un'emergenza ormai di carattere sociale, come dimostra evidentemente anche questo caso, e metterne addirittura in dubbio insieme alla presenza, i devastanti effetti su produzioni agricole e sulla sicurezza pubblica.
Il rappresentante della Forestale ha cercato di convincere il gruppo di lavoro che è sufficiente battere le mani per allontanarli. Se bastano squadre di battitori di mani per contenere i cinghiali ed evitare che divorino i raccolti, il problema è molto più semplice di quello che gli agricoltori ed abitanti hanno fino ad oggi pensato».
Una posizione, quella delle organizzazioni agricole, dettata dall'incredulità dell'affermazione: «Il tavolo, e i rappresentanti degli enti ed organi che ne fanno parte, ad esclusione del rappresentante del Corpo forestale - spiegano ancora le organizzazioni - ha condiviso e constatato la presenza di un problema serio e reale che è sotto gli occhi di tutti.
La Provincia si è impegnata e ha dimostrato grande attenzione nei confronti di questa grave emergenza attivando anche gli strumenti messi a disposizione dalle legge regionale sulla caccia come i prelevamenti straordinari. Gli interventi sono stati tempestivi. Non basta battere le mani per allontanare i cinghiali, magari fosse così semplice, purtroppo le soluzioni sono ben diverse.
Il cinghiale deve essere prelevato dalle aree non vocate convenendo le soluzioni più idonee e sicure per i cittadini. Questi atteggiamenti - sottolineano ancora Coldiretti, Cia e Unione Agricoltori - danneggiano i cittadini e chi da mesi, anni, sta subendo la presenza dei cinghiali».
Infine le tre organizzazioni lanciano l'invito alle squadre di cacciatori chiamati ai prelevamenti straordinari nei distretti di competenza: «Tutti devono fare il loro dovere - concludono - compresi i cacciatori. Le battute straordinarie, la dove sono state attivate dalla Provincia, come nel caso della Versilia in queste settimane, non hanno prodotto gli effetti auspicati.
Non crediamo sia una questione di numero di cinghiali; quelli ci sono in abbondanza come dimostrano le tante segnalazioni. È giusto valutare eventualmente, se non si ottengono i risultati sperati, l'opportunità di utilizzare squadre di cacciatori provenienti da altri distretti».
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