Il Tirreno

Lucca

Ruba meloni, rischia 10 anni

P.B.
Meloni su un banco
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Meloni su un banco

Le aggravanti inguaiano un giovane dopo un furto

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 ALTOPASCIO. Rubare meloni e melanzane e rischiare, sulla carta, una pena dai 3 ai 10 anni.  Un muratore albanese di 28 anni, residente ad Altopascio, incensurato, più pratico di betoniere che di codice penale, si ritrova in una situazione al limite dell'assurdo.  La contestazione per cui è stato arrestato dai carabinieri di Larciano in flagranza di reato è furto aggravato in concorso con due complici che sono fuggiti anche se poi gli investigatori li hanno individuati nelle ore successive. Oggetto del furto: circa 150 meloni e 5 melanzane presi in un campo.  Le aggravanti che vengono mosse al ladro-muratore sono tre. La prima (comma 2) di aver usato violenza sulle cose stradicando dal terreno meloni e melanzane; la seconda (comma 5) di aver commesso il fatto in tre persone; la terza (comma 7) di aver rubato cose esposte alla pubblica fede. Codice alla mano la pena può oscillare da 3 a 10 anni «se concorrono due o più circostanze previste» dall'elenco delle aggravante. E al muratore gliene hanno affibbiate tre.  Quando i militari, di notte sono arrivati nei pressi della coltivazione hanno visto i tre affaccendati nel trasporto dei prodotti dal campo al bagagliaio di un'auto.  Il 28enne è stato subito bloccato e portato in caserma. I compari, connazionali di 31 e 42 anni, entrambi residenti ad Altopascio, sono scappati. Di lì a poco, però, i carabinieri sono risaliti anche alla loro identità e, venendo meno la flagranza, li hanno solo denunciati.  La refurtiva, del valore di circa mille euro, è stata restituita al proprietario del fondo agricolo. Per tutti e tre l'accusa è di furto aggravato in concorso.  Ieri mattina il giudice Luca Gaspari ha convalidato l'arresto disponendo per il 28enne albanese l'obbligo di firma nella caserma dei carabinieri altopascesi. L'avvocato d'ufficio, Vito di Berardino, ha chiesto e ottenuto i termini a difesa per il suo cliente e il processo si aprirà il 6 ottobre. Il legale è intenzionato a chiedere un patteggiamento subordinato al risarcimento del danno a favore del contadino.  «Cerchiamo di riportare la vicenda nei giusti termini - spiega -. Con questo reato e le aggravanti contestate si va da 3 a 10 anni. Una pena spropositata».

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