Il Tirreno

Lucca

Luminara a macchia di leopardo

Domenico Tani
Il duomo, punto di arrivo della processione
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Il duomo, punto di arrivo della processione

Tanti vuoti nell'illuminazione che il sindaco ha sollecitato ai negozi

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 LUCCA. Sembra essere caduto in parte nel vuoto l'accorato appello fatto dal sindaco Mauro Favilla, per invitare negozi, banche, enti e privati cittadini a rendere più bella la Luminara della Santa Croce in occasione della solenne processione che questa sera sfilerà per le vie del centro. Un evento religioso importantissimo per la città, ma anche una rievocazione storica che richiama migliaia di persone ed esercita fascino sui turisti. Non è servita neppure la polemica scatenata dalle affermazioni del ministro Brambilla, quando affermò che la Luminara di San Ranieri a Pisa è tra le più belle d'Italia, sovvenzionandola. Una volta, di fronte ad un simile svarione, l'orgoglio lucchese si sarebbe mostrato in tutte le forme per non essere secondi ai rivali pisani. Non è stato così.  Una verifica fatta ieri sera alle 19 per le vie del percorso della processione ha confermato che l'appello del sindaco non ha incontrato grande ascolto, soprattutto nei punti vendita delle grandi catene che raramente mostrano la dovuta attenzione per lo sviluppo della città, dalla quale invece grandi benefici (e incassi) traggono.  Negozi a parte, in via Fillungo ha colpito constatare che il palazzo sede dell'Apt era privo delle cornici dove vengono appesi i lumini di cera. Sarebbe stato clamoroso che proprio l'azienda del turismo snobbasse il sollecito del sindaco, ma una rapida verifica ha consentito di chiarire che si era trattato di un disguido: nella mattinata di oggi i lumini saranno apposti.  Non ha confortato notare che tra i negozi che non hanno ancora messo la struttura in ferro battuto per appendere i lumini ci sono anche nomi storici di attività lucchesi, che pure prevalentemente vivono di turismo. Rispetto a via Fillungo le cose ieri sera non andavano meglio in via Roma, dove i negozi che hanno già appeso i bicchieri con i lumini si contano sulle dita di una mano. Completamente sguarnito era, ad esempio, il grande magazzino Oviesse.  Peggio ancora in piazza San Michele, dove si era fatto davvero poco per illuminare. Avevano però già risposto all'appello quasi tutti gli istituti di credito, sia pure senza particolare sforzo. Fanno eccezione Cassa di Risparmio e Banca del Monte, che ogni hanno decorono le facciate dei rispettivi palazzi con centinaia di flebili fiammelle.  Da parte sua il Comune fa quello che può. Oltre alla lettera del sindaco, l'amministrazione ha emesso un'ordinanza con cui si adottano provvedimenti per garantire la migliore riuscita della "Luminara", che in gran parte dipende dalla completa e contemporanea accensione dei lumini su tutti fabbricati che si affacciano lungo il percorso sopra indicato, oltre che dallo spengnimento di tutti i tipi di illuminazione sulle facciate degli edifici posti sul percorso della processione. Per questo nell'ordinanza è fatto divieto, a partire dalle ore 20 e fino al termine della manifestazione, a tutti gli esercizi commerciali, compresi i banchi di piazza S. Michele che si affacciano sul percorso della "Luminara" e nelle immediate vicinanze, di fare uso di qualunque tipo di illuminazione con lampade alimentate ad energia elettrica insegne luminose, luci interne ed esterne e di tutti i diffusori sonori.  Favilla infine in una nota ricorda che «per tutti noi Settembre segna l'atteso momento della massima festa, quando la città vive uno dei suoi momenti più significativi».  Ricordando il boom del turismo, salito dell'11,5% rispetto allo scorso anno, il sindaco conclude: «Anche per questo, in piena collaborazione con la Chiesa Lucchese, l'amministrazione comunale prosegue nel lavoro portato avanti con particolare impegno per il rilancio della Processione e della Luminara, perché la nostra festa possa tornare agli splendori di un tempo: è necessaria però la collaborazione dei cittadini. Chiedo, quindi, a chi ama Lucca di tornare a dimostrarlo coi fatti: illuminando le facciate dei palazzi con i tradizionali "lumini", spegnendo le luci artificiali e tutti i diffusori di musica, durante tutto lo sfilamento della processione, e di tornare ad esporre i drappi rossi alle finestre per accrescere la suggestione dell'evento che simboleggia l'anima della nostra città».

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