Il Tirreno

Lucca

Esuberi alla Wepa, «piano da rivedere»

Barbara Antoni
La produzione di carta igienica alla Wepa
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La produzione di carta igienica alla Wepa

Lievitati i costi di produzione: l'azienda vuole tagliare 80 operai e 40 impiegati

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 CAPANNORI. Una crescita sempre più marcata della concorrenza, l'aumento dei costi di produzione: sarebbero queste le cause scatenanti della crisi che ha indotto la Wepa di Salanetti a presentare un piano di 120 esuberi, per l'esattezza ottanta operai e quaranta impiegati.  Tra le possibilità presentate nell'ambito del piano di razionalizzazione, «un trasferimento di alcune linee produttive», che però al momento, come spiega il segretario provinciale della Fistel Cisl Walter Fattore, «è ancora tutto da vedere, rappresenterebbe anche un impoverimento tecnologico del sito industriale della cartiera di Salanetti». Altri punti del piano di razionalizzazione: il passaggio della lavorazione dal ciclo continuo a cinque turnazioni su sette (riporta ancora la Fistel) e la soppressione dei lavoratori indiretti, quelli cioè - come manutentori, scaricatori e impiegati che non concorrono direttamente alla fabbricazione del prodotto.  Questi i dati salienti di un piano che, come commenta Fattore, «è pesante, ma lo riteniamo anche un piano difensivo, di contenimento. Pensiamo che abbia potenzialità di essere riconsiderato. Sicuramente troveremo un punto di accordo. La Wepa è una realtà produttiva estremamente importante e vogliare preservare le quote e i volumi di mercato che erano di Kartogroup. Sicuramente troveremo un accordo. Ma in un momento in cui l'azienda vuole razionalizzare il personale deve fare anche scelte per migliorare la qualità del prodotto. Per questo le abbiamo chiesto di presentare un particolareggiato piano industriale».  Come conferma anche Fabio Graziani, segretario provinciale della Slc Cgil.  «L'azienda - spiega Graziani - ci ha presentato un piano con 120 esuberi. Per ora l'abbiamo ritirato, lo abbiamo letto per capire se c'è la possibilità di una discussione vera. Siamo molto preoccupati. Il piano va rivisto, così com'è non può essere applicato. Abbiamo chiesto un piano industriale, pensiamo che vadano riviste le politiche industriali del gruppo sul nostro territorio. Che i lavoratori dovranno pagare un prezzo a questo punto è scontato, ma potremo accettarlo solo se sarà condotta un'operazione per garantire il futuro, senza indebolire altri stabilimenti».  L'azienda, interpellata, spiega che ritiene prematura una sua dichiarazione, che rimanda a dopo che si sarà svolto l'incontro fissato con i sindacati (in agenda il 16 luglio) in cui presenterà i dati richiesti.  Dal quadro tracciato - in cui la Fistel sottolinea in particolare per Wepa «lo sbilanciamento tra capacità produttiva dei macchinari e bisogno del mercato, oltre al fatto che oggi, in un mercato come quello della carta, è il compratore, cioè la grande distribuzione organizzata, a decidere il prezzo» - emerge che inevitabilmente i sacrifici occupazionali alla Wepa ci saranno, ma le forme (potrebbero essere studiati esodi incentivati) e i numeri - spiegano i sindacati - sono da vedere. Intanto sono in corso le assemblee del personale.

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