Finanza
Tralicci potenziati sulla linea
Barbara Antoni
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Uno dei tralicci dellelettrodotto di Maggiano Maggiano, la denuncia: «Non ci avevano detto niente»
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LUCCA. Furono eseguiti lavori sull'elettrodotto La Spezia Acciaiolo in corrispondenza di Maggiano. Una "inversione di fasi" che, dice il comitato, «comportò un ulteriore carico di energia». Ma i lavori, che risalgono al 2009, non furono comunicati. Da questo intervento «scaturirebbe il rumore proveniente dai cavi», continua il comitato. L'ultima denuncia per il rumore risale a due settimane fa, quando i cittadini di Maggiano hanno protestato per il rumore assordante proveniente dai cavi. Come risposta, è stato spiegato che si tratta di un "effetto corona", generato dall'intenso campo elettrico intorno ai conduttori della linea, molto evidente nelle giornate con alta umidità relativa. «Per puro caso - racconta il comitato Maggiano e Farneta - scoprimmo nel bosco un traliccio insolito, con campate molto grandi. Facemmo presente la scoperta ad Arpat, chiedendo che si informasse presso Terna sul tipo di traliccio e sulla quantità di corrente di cui potesse farsi carico. Eravamo e siamo molto preoccupati per l'intensità delle emissioni». Terna ha risposto alla richiesta di Arpat nell'agosto scorso, spiegando che «nel 2009, a seguito del rifacimento della stazione elettrica 380 Kv di La Spezia si rese necessario, per avere la concordanza fasi tra la stazione di La Spezia e quella di Acciaiolo, di procedere a una inversione di fasi sulla linea 380 Kv numero 314 La Spezia Acciaiolo. In particolare, non potendo intervenire a livello di portale di stazione, fu deciso di intervenire lungo la linea, tra il sostegno numero 109 e il sostegno tronco piramidale numero 110. L'intervento fu effettuato tra il 5 e 9 ottobre 2009». Terna scongiura che l'intervento determini un aggravio di emissioni: «Questo intervento - aggiunge - effettuato su una semplice terna di conduttori quale quella in oggetto, non influenza i valori di induzione magnetica della linea. In particolare, non risultano modificati, in relazione a detto intervento, i valori di induzione magnetica nelle abitazioni di via Palazzo a Maggiano, ubicate a notevole distanza dal sostegno 110». La risposta è stata girata da Arpat al comitato di Maggiano. Per i cittadini è stata un'ulteriore scoperta, ma l'apprensione è ancora alta. Anche perché, spiegano, occorrerà aspettare fine anno per confrontare i valori delle emissioni elettromagnetiche rilevate nel secondo semestre dell'anno con quelle del primo. «Abbiamo saputo - racconta dal comitato Claudio Villani - che i valori misurati fino al 18 luglio sono frutto di rilievi calcolati in base ai parametri del decreto del 2003 (che fissa il limite di emissioni a 10 microtesla per i vecchi impianti, ndr). Dal 19 funziona la centralina, e ci risulta che i primi rilievi siano preoccupanti. Torniamo a insistere su un punto, sottolineato anche all'assessore Marco Modena durante l'incontro avuto: il nostro obiettivo è l'equiparazione del limite di emissioni fra l'elettrodotto di Maggiano (10 microtesla) e di Mutigliano (3 microtesla, perché essendo di nuova costruzione è sottoposto a una diversa normativa, ndr)».
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