Il Tirreno

Lucca

Volantinaggio davanti al Giglio

Barbara Antoni
Volantinaggio davanti al Giglio

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Mentre arriva il pubblico del concerto, davanti al Giglio prende il via il volantinaggio di protesta. I dipendenti, con i sindacati, lo hanno organizzato nel giro di poche ore, dopo il rifiuto ricevuto dal teatro di leggere il proprio comunicato prima dell'inizio dell spettacolo. Pugno duro per pugno duro. La protesta dei dipendenti è forte, non escludono a questo punto lo sciopero. Tra le 20 e le 21 di ieri, centinaia di volantini raggiungono gli spettatori, prima che entrino in teatro per ascoltare il pianoforte di Puccini suonato da Michele Campanella. È forte a maggior ragione alla luce delle drastiche puntualizzazioni che ieri, dopo l'uscita dei sindacati Fistel Cisl ed Slc Cgil sullo stato di agitazione, ha reso note, con un comunicato ufficiale, il commissario straordinario dell'Azienda Teatro del Giglio Massimiliano Volpi (che ricopre anche il ruolo di direttore generale del Comune). In buona sostanza, Volpi dice ai sindacati che «non vi sono le condizioni per iniziare una trattativa fino a quando non perverranno i pareri della Funzione Pubblica e del ministero del Tesoro» in meritoalla natura del teatro: se ente pubblico o azienda privata. Un quesito sul quale, spiega Volpi, si è già pronunciata la Corte del Conti della Toscana, ritenendo che l'Azienda Teatro del Giglio (in quanto totale proprietà del Comune) sia assimilabile a un ente pubblico e quindi i suoi dipendenti siano del settore pubblico. Non tali così da poter godere dei benefici (tra cui un aumento salariale di circa 100 euro per i trenta addetti del teatro) previsti dal contratto integrativo per i dipendenti del Giglio recepito a gennaio dal cda con Aldo Casali alla guida. Questo cambio delle carte fa infuriare i sindacati. Walter Fattore, segretario della Fistel Cisl, sottolinea la «scorrettezza contrattuale. Un cda sigla un accordo sindacale, assume un impegno scritto e poi fin da subito lavora perché il contratto non venga applicato e perché l'aumento non venga erogato» (se venisse erogato e i due ministeri interpellati dessero uguale parere alla Corte dei Conti, gli aumenti già percepiti dovranno essere restituiti). Simone Tesi, della Slc Cgil, è scettico oltre che arrabbiato. «Sapevamo del parere della Corte dei Conti - dice -, ma l'azienda non ci ha mostrato i documenti presentati per richiederla. E comunque si tratta di un parere non così risolutivo e tranciante. Sappiamo che la Funzione Pubblica si è già espressa, ma in modo evasivo e scaricando il problema sul Tesoro, con la giustificazione che la questione è finanziaria. Nel 1998 - aggiunge - l'azienda speciale Teatro del Giglio è stata fondata con tutti i presupposti statutari riconducibili al diritto privato».

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