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Lucca

Soldi da restituire, Gesam pronta a reggere l'esborso

La sede della Gesam
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La sede della Gesam

La sentenza sugli "aiuti di Stato" può costare fino a sei milioni di euro

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 LUCCA. Come tutte le aziende municipalizzate italiane, anche Gesam si trova coinvolta nella situazione molto complicata derivata dalla sentenza che ha praticamente annullato le agevolazioni fiscali introdotte dallo stesso Stato italiano, e per queste definite poi "Aiuti di Stato", di cui oggi, dopo oltre 15 anni, ne viene chiesta la restituzione alle aziende locali. «Gesam - dice l'azienda - ha comunque accantonato negli anni l'importo corrispondente, e la fiducia che una nuova sentenza a seguito dei ricorsi spazzi via almeno l'ammontare degli interessi che sono stati calcolati fa vivere con serenità la vicenda». Il regime di moratoria fiscale di cui hanno beneficiato le aziende municipalizzate è stato dichiarato incompatibile con il mercato comune e pertanto, i cosiddetti "aiuti di Stato" rientrano in una procedura di recupero che determinerebbe un esborso che per Gesam si aggira intorno a 6 milioni di euro. Solo nel 2005 le autorità nazionali hanno iniziato ad adottare alcune iniziative, emettendo un provvedimento a cura del direttore dell'Agenzia delle Entrate con cui si stabilivano le modalità per il recupero delle agevolazioni fiscali e si invitavano gli enti locali a comunicare alle direzioni regionali i nominativi e i dati delle società beneficiarie delle agevolazioni. Le società come Gesam hanno proposto impugnazione dinnanzi alle commissioni tributarie che, in molti casi, hanno riconosciuto l'estraneità della procedura di recupero in relazione ai singoli casi specifici. Nel frattempo però Gesam, già dall'esercizio 2005, ha prudentemente provveduto ad accantonare a fondo di riserva straordinaria una quota che ad oggi copre l'intera quota capitale e gran parte della quota interessi da utilizzarsi per coprire la perdita che a questo punto si verrà a generare nel bilancio 2011, senza pertanto intaccare il capitale sociale. I giudizi sono proseguiti fino alla Corte di Cassazione che però, con sentenze recenti, ha affermato l'obbligatorietà del recupero.  Nelle more dei giudizi, Gesam ha ricevuto le cartelle di pagamento per circa 6 milioni di euro.

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