Il Tirreno

Lucca

Studenti disabili senza sostegno

Nadia Davini
Il maestro Fabio Lucchesi
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Il maestro Fabio Lucchesi

Drastici tagli sul monte ore per insegnanti e personale dell'Anffas

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 LUCCA. Alunni disabili senza sostegno, parcheggiati nelle aule per ore, inseriti in classi sovraffollate, privati di diritti fondamentali, come quello all'istruzione. Con il taglio alle ore di sostegno e agli educatori esterni (gestiti dall'Anffas) viene messa in discussione la continuità didattica. Aanche perchè la maggior parte degli insegnanti di sostegno sono precari, con contratti annuali che non sempre vengono rinnovati e per giunta nella stessa scuola dell'anno precedente. A questi studenti è così negata la possibilità di conseguire miglioramenti e di sviluppare capacità proprio nella fase di maggior sviluppo e crescita.  Il risultato è una situazione drammatica, in cui il governo per risparmiare (e fare cassa) sulla scuola pubblica penalizza e colpisce gli allievi più deboli: i portatori di handicap. Il ministero stabilisce che il rapporto tra insegnante e alunni disabili debba essere di 1 a 2, cioè un insegnante per due studenti: il numero di ore assegnato viene calcolato sulla disponibilità del docente. Di media, nelle scuole primarie, si tratta di 12 ore di sostegno a settimana per ogni bimbo su un totale di 30 o 40 ore (nel tempo pieno): un criterio, questo, che viene applicato indistintamente su tutti i bambini, totalmente noncurante delle differenze e delle diverse situazioni (anche di gravità) che un alunno può presentare.  «La legge 104 - spiega Fabio Lucchesi, insegnante alla scuola primaria di San Vito - dice che si possono fare deroghe sul numero di ore a settimana impiegate per il sostegno per i bambini certificati con gravi disabilità. Le scuole, cioè, chiedono più ore all'Ufficio scolastico provinciale (ex provveditorato) per i casi gravi, per tutti quei bambini che sono certificati come "gravi" dall'Asl». Un modo per poter avere maggiore copertura durante le ore di scuola, evitando così che il ragazzo resti parcheggiato in classe senza fare niente o guardare per ore i compagni isolato in una inconsapevolezza difficile da penetrare.  Ma quest'anno le cose sono andate in modo diverso: le scuole hanno fatto domanda per maggiori ore di sostegno, nel rispetto della legge 104, ma la risposta dall'ex provveditorato è stata negativa. Il personale non c'è, i soldi nemmeno e così le scuole restano con poche ore insufficienti per tutti quei bambini che presentano disabilità gravi, come la sordità completa o l'autismo. Con evidenti difficoltà anche per l'insegnante, unico, che deve fare lezione, gestendo situazioni molto diverse tra loro: i tagli governativi, infatti, hanno provocato anche la scomparsa delle compresenze nel tempo pieno, lasciano un solo docente a svolgere un insegnamento prettamente frontale.  «La scuola di San Vito dove insegno - continua Lucchesi - ha tre bambini con disabilità gravi. È stata fatta richiesta per le deroghe, il provveditorato avrebbe dovuto prevedere altre 36 ore da dividere tra i tre alunni (12 ore a testa che sommate alle 12 ore iniziali farebbero un totale di 24 ore settimanali), invece ne ha date solo 4. Coprendo cioè solo un nono delle ore complessive necessarie». Non solo: sta scoppiando anche nella nostra provincia il caso delle classi prime elementari con disabili che sforano il tetto massimo di 20 alunni, arrivando tranquillamente a 25 o 27 alunni. La normativa parla chiaro: in presenza di disabili, specialmente se gravi, è prevista la riduzione del numero di alunni a 20. Va da sé che in una classe non bisognerebbe inserirne più di uno. Ma la realtà è un'altra: sono già diverse le sezioni con oltre due alunni "H" e insegnanti di sostegno che devono seguire tre o quattro bambini.  «I nostri dati aggiornati a ieri - spiega Sebastiano Ortu, insegnante di sostegno alle medie e alle superiori - dicono che di fronte a una richiesta minima di 150 cattedre all'incirca per il sostegno, l'ufficio scolastico provinciale ne ha accettate 86». In questo momento, nella provincia, il rapporto, stabilito dal ministero, di un insegnante per due alunni disabili non esiste.

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