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Prezzi, si rischiano aumenti del 10%
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LUCCA. Soddisfazione per il recupero delle festività che parevano destinate alla soppressione, ma anche preoccupazione per la conseguenze dell'aumento dell'Iva. Anche l'Ascom Confcommercio valuta la manovra. Da una parte si rallegra per la scomparsa della paventata abolizione delle festività primaverili (25 aprile, 1 maggio, 2 giugno) e chiede che adesso «prenda sempre maggiore forma e operatività il tavolo del turismo creato in seguito alla scomparsa delle Apt». Dall'altra parte c'è però apprensione per l'aumento dell'Iva: «Non possiamo non dirci molto preoccupati per il ritocco deciso all'aliquota. Le analisi di Confcommercio Toscana parlano chiaro: sul medio periodo si rischiano aumenti su molti generi di consumo fino al 10 per cento. Stiamo parlando di prodotti diffusissimi, come caffè, sale, grembiuli, astucci, penne, quaderni, per arrivare fino ai mobili e alle auto. Lo abbiamo già detto e ci ripetiamo: in questo modo si vanno a colpire i consumatori, con una stangata prevista di circa 300 euro a famiglia. Ciò, ovviamente, avrà le maggiori ripercussioni su quelle dal reddito medio-basso, determinando un'ulteriore contrazione dei consumi».
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