Proteste
Il nome del presidente di Panama spunta nellindagine su Lavitola e Tarantini
Martinelli-Berlusconi, amicizia e affari
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Martinelli in visita a Lucca 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Spunta anche il nome del presidente di Panama Ricardo Martinelli nell'indagine della magistratura a carico di Valter Lavitola, accusato di estorsione ai danni del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, insieme all'imprenditore pugliese Giampaolo Tarantini e alla moglie Angela Devenuto, al centro della vicenda delle escort che finivano a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier. Martinelli, la cui famiglia è originaria di S. Anna, dove il presidente panamense tornò in visita due anni fa, subito dopo l'elezione, proprio nei giorni di S. Croce, è citato in articoli dell'Espresso e del Fatto Quotidiano per i rapporti che aveva subito avviato con Berlusconi. L'Espresso parla del maxi accordo per la fornitura, da parte dell'Italia, di una rete di sorveglianza completa per tutta Panama del valore di 180 milioni tra radar per il monitoraggio delle coste ed elicotteri Augusta, realizzati da Finmeccanica. Il Fatto si dilunga sui rapporti di amicizia tra Berlusconi e Martinelli, ma anche tra questi e Lavitola, che a Panama avrebbe agito anche come consulente di Finmeccanica. «Tutto ruota attorno alla visita di Berlusconi a Panama del 30 giugno dell'anno scorso - scrive Il Fatto -. È la prima volta che un capo di governo italiano mette piede da quelle parti. Martinelli, però, nel settembre 2009, due mesi dopo l'elezione a presidente, si era già scapicollato in Italia dall'amico Silvio. Così tocca ricambiare. Tra una cerimonia e l'altra si mettono le basi di un grande appalto che di lì a poco finirà in mani italiane. Tre aziende del gruppo Finmeccanica (Agusta Westland, Selex Sistemi e Telespazio) si aggiudicano una commessa da oltre 230 milioni di dollari (165 milioni di euro). Lavitola gioca la partita da protagonista. E ci mancherebbe. Ormai è diventato un fidato consigliere di Berlusconi. Con Martinelli non ci sono problemi. E perfino Finmeccanica gli ha fatto un contratto di consulenza». Il Fatto aggiunge poi che il nostro governo «decide di donare al Paese centroamericano ben sei navi da guerra, sei pattugliatori in forze alla Guardia costiera italiana. Ricapitoliamo: Finmeccanica aumenta il fatturato con la commessa siglata grazie anche ai buoni uffici di Lavitola. E a stretto giro di posta lo Stato italiano, cioè noi contribuenti, spedisce dall'altra parte dell'Oceano un gradito pacco dono sotto forma di navi. Tra altro il regalo berlusconiano vale almeno una cinquantina di milioni».
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