Il Tirreno

Lucca

Più flessibilità uguale più soldi

Paola Taddeucci
Dipendenti al lavoro nei locali pubblici (archivio)
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Dipendenti al lavoro nei locali pubblici (archivio)

Nuovo contratto per i dipendenti dei pubblici esercizi

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 LUCCA. Più flessibilità, ma anche maggiori garanzie e tutele per i lavoratori, che avranno più soldi in busta paga, grazie alle maggiorazioni di fine stagione e all'introduzione di un premio di produzione legato ai risultati. E poi tante regole, finalmente uguali per tutta la provincia, che disciplinano quello che fino a oggi spesso è stato lasciato alla discrezionalità se non all'improvvisazione. È il nuovo contratto integrativo dei pubblici esercizi.  Arrivato a distanza di circa 40 anni dal precedente, è stato siglato dai sindacati di categoria - Cgil, Cisl e Uil eccezionalmente riunite, in controtendenza con quanto avviene a livello nazionale - e dalle associazioni Fipe (pubblici esercizi) e Ascom Confcommercio.  Il contratto interessa oltre 6500 lavoratori di bar, ristoranti, pizzerie e altri esercizi pubblici della provincia.  Ne sono esclusi quelli di sale da ballo, locali notturni, aziende di ristorazione collettiva, posti di ristoro delle autostrade e degli stabilimenti balneari.  Per loro le nuove regole dovrebbero vedere la luce entro la fine dell'anno, come hanno informato i rappresentanti dei sindacati e delle categorie durante la conferenza stampa di presentazione a palazzo Sani, sede di Confcommercio.  Vediamo alcuni punti salienti dell'accordo, che sarà valido a partire dal 1 ottobre.  PREMIO DI RISULTATO. Nel prossimo anno ogni lavoratore potrà avere da un minimo di 168 euro a un massimo di 320 euro di premio se le aziende in cui prestano servizio, durante l'estate, avranno incrementi di produttività e di flusso turistico rispetto al 2011. Gli importi sono lordi, con una tassazione del 10%.   MAGGIORAZIONI. È l'altra novità introdotta nel contratto integrativo. Per i lavoratori con contratti a termine nelle aziende stagionali le ore di servizio effettivamente prestate nel periodo dal primo giugno al 30 settembre sono compensate con la normale paga oraria, maggiorata del 10% se il contratto ha una durata pari o superiore alle 78 giornate retribuite e del 20% se inferiore. Nelle aziende non stagionali, invece, la maggiorazione per i lavoratori con contratto a termine è del 5% se questo supera le 78 giornate, del 10% se è inferiore.  LAVORO A CHIAMATA. Le nuove regole lo penalizzano, in quanto costerà di più alle aziende, almeno del 50%. Il lavoro a chiamata (ma ufficialmente è definito contratto di lavoro discontinuo) viene infatti equiparato al lavoro cosiddetto extra e di surroga.  ORARI E BANCA ORE. La settimana lavorativa, per i dipendenti con orario unico, è su sei giornate. Ma per esigenze particolari dell'azienda l'orario può essere articolato in periodi plurisettimanali di 16 settimane consecutive.  Inoltre, per superare la stagionalità, non disperdere le professionalità e favorire al lavoratore la maturazione del diritto all'indennità di disoccupazione, l'azienda può istituire la banca delle ore in accordo con lo stesso dipendente. Ciò significa che le ore di straordinario svolte nel periodo dal 1 giugno al 30 settembre - per chi ha contratti a termine o stagionali - sono accantonate e concorreranno a rendere più lungo il rapporto di lavoro.   WEEK END. Potranno essere attivati contratti sia a tempo determinato che indeterminato, di durata di almeno otto ore settimanali, per le prestazioni da effettuarsi durante il fine settimana (cioè dal venerdì dopo le 13 fino alle 6 di lunedì).  Beneficiari di tali contratti possono essere studenti o lavoratori occupati a tempo parziale in altre aziende. La prestazione minima giornaliera non deve essere frazionata in servizi inferiori alle 3 ore.

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