Attenzione
Cresce la preoccupazione dei produttori, si provano rimedi
L'insetto che mina i castagni mette a rischio anche il miele
Rossana Federighi
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Un bosco di castagni 2 MINUTI DI LETTURA
BAGNI DI LUCCA. E' compromessa la produzione del miele di castagno a causa dell'insetto che sta devastando i boschi della Media Valle e della Garfagnana. E' questo l'allarme lanciato dai produttori di miele che per quest'anno vedono diminuita di più di un terzo la produzione di miele ma che tenderà ad aumentare nei prossimi anni se non si troverà al più presto un rimedio per debellare il famigerato parassita chiamato "cinipide galligeno". Identificato la prima volta nel 2002 in Piemonte e precisamente nel Cuneese, si sono trovate le sue tracce anche in Toscana nel 2008 a Carrara, e in poco tempo ha fatto ammalare e sta distruggendo i boschi del nostro territorio mettendo in ginocchio l'economia dei piccoli e grandi coltivatori. Già l'allarme era stato lanciato per la produzione della farina, ma dopo la smielatura del miele di castagno alla fine di luglio, si è capito che il danno provocato riguarda purtroppo anche questa importante produzione. I piccoli produttori saranno costretti a produrne solo piccole quantità, fino a che sarà possibile e questo farà lievitare i prezzi soprattutto per la grande distribuzione. «Cercheremo di compensare questa mancanza con il miele di acacia o di mille fiori, dicono alcuni apicoltori di Montefegatesi, anche se nessuno potrà uguagliare le proprietà di quello di castagno, efficace contro l'influenza e il mal di gola. Purtroppo però la raccolta del miele di acacia, che fiorisce in primavera, è troppo subordinata al clima, una gelata può rovinare tutto». In occasione della "Mostra storica dell'emigrazione" si è tenuto a Montefegatesi un incontro sulla Lotta Biologica al Cinipide, proprio per chiarire e rassicurare gli agricoltori della zona. Alla presenza di tecnici, funzionari della Comunità Montana e della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) si è cercato di fare il punto della situazione: non si possono usare trattamenti chimici perché risulterebbero dannosi per l'apicoltura, l'unica soluzione è costituita dall'insetto antagonista "Torymus sinensis" che, già sperimentato in alcune parti d'Italia, dovrebbe contrastare la diffusione del parassita che ha già distrutto il 70% dei castagneti. Nel comune di Bagni di Lucca sono stati previsti 30 lanci da parte della Comunità Montana e ogni lancio costa 5000 euro. Questi insetti antagonisti vengono allevati in vere e proprie "biofabbriche naturali", la più vicina è quella realizzata dalla Regione Toscana a Camporgiano, ma i tempi purtroppo sono lunghi, ci vorrà almeno una anno per capire infatti il loro grado di adattamento all'ambiente e se si verificherà un equilibrio ecologico tra i due insetti.
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