La manifestazione
Opera iniziata nel 1960 e finita nel ’65. Gli ex operai erano giovani quando andarono in Svizzera
Ritorno commosso alla diga
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Il gruppo degli ex operai sulla diga di ContraIn undici dalla Garfagnana a Contra, per vedere l'opera che costruirono
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GARFAGNANA. Dopo circa cinquant'anni i capelli sono diventati bianchi e gli occhi di qualcuno non sono riusciti a nascondere l'emozione. Per gli undici ex operai che hanno lavorato alla costruzione della diga di Contra in Valle Verzasca, nel canton Ticino (in Svizzera), tornare nei luoghi dove hanno vissuto e faticato negli anni Sessanta è stato davvero un ritorno al passato. Dal 1965 ad oggi. Da quando è terminata l'opera - un gigante di cemento di 220 metri di altezza, una delle dighe più alte al mondo - solo in pochi erano tornati a rivederla. Così, a distanza di tutto questo tempo, alcuni che vi avevano preso parte hanno organizzato una gita in Svizzera. E tramite l'agenzia viaggi di Ciro Santini di Castelnuovo hanno messo in piedi una due giorni nel Ticino per ritornare a Locarno, Lugano, Bellinzona, Contra, Ascona: i luoghi dove gli undici ex operai hanno passato parte della gioventù. Affascinati dai loro racconti, hanno preso parte alla visita pure i parenti (anche di quanti sono scomparsi), amici e altre persone tanto che in totale i gitanti erano un centinaio. I magnifici undici. Erano loro i protagonisti del viaggio, ai quali sono state poste tante domande sulla costruzione dello sbarramento di Contra. In Ticino sono andati Carlo Biagioni, Luigi Biagioni, Roberto Biagioni, Marino Cavani, Pierino Cavani, Guido Grisanti, Raffaello Grisanti, Rosasco Grisanti, Sesto Masini, Renzo Pierini e Sergio Poli. Insieme a loro anche Giordano Micheletti che, pur non avendo partecipato ai lavori della diga, lavorava in Svizzera ed ogni tanto andava a salutare i garfagnini in Verzasca. La diga. Ma il momento più emozionante è stato sicuramente il ritorno alla diga, iniziata nel 1960 e terminata nel 1965. Gli undici ex operai che costruirono la diga hanno illustrato ai presenti come è avvenuta la realizzazione dell'opera e dove vivevano nella valle. Indicavano dove c'erano le baracche, la mensa e più sopra gli uffici ed il tutto con ricordi nitidissimi che il tempo non ha saputo cancellare. Prima di lasciare l'opera faraonica, gli ex operai hanno scattato la foto di gruppo, su quel "monumento" che sentono anche un po' loro.
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