Finanza
Presidente "tecnico" al Giglio
Ilaria Bonuccelli
Volpi reggerà l'ente fino alla costituzione della fondazione
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LUCCA. Massimiliano Volpi, direttore generale del Comune, sarà il presidente del Giglio. Ma solo per il tempo necessario a instituire la Fondazione del teatro. La prossima settimana il sindaco annuncerà il nuovo consiglio di amministrazione del teatro che avrà una missione da compiere: raddoppiare il cartellone, potenziando la prosa, la danza e soprattutto la lirica. Per centrare questo obiettivo - osserva Mauro Favilla - sarà necessario ampliare i rapporti con gli altri teatri italiani, non solo con quelli di Pisa e Livorno. E l'interlocutore privilegiato - conferma il sindaco - sarà la Pergola di Firenze che venerdì dovrebbe avere il nuovo consiglio «con il quale Lucca potrà dialogare». E stabilire quel programma di scambi che a gennaio pareva già cosa fatta. Sindaco, a maggio, quando è decaduto il cda del Giglio, lei si era impegnato a nominare il nuovo consiglio entro luglio. Invece il teatro ha ancora il commissario: per quanto tempo durerà questa situazione? «Fino alla prossima settimana. Prima di indicare il nuovo cda del Giglio voglio, ormai, aspettare che venerdì venga costituita in modo formale la Fondazione Pergola e che venga indicato il nuovo consiglio di amministrazione del teatro fiorentino che prenda atto degli accordi annunciati con Lucca (a gennaio, dal sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Gianni Letta, ndr) e decida come sviluppare questo rapporto». E come sarà questo cda? «Temporaneo. La prossima settimana lo indicherò: contestualmente mi attrezzerò per portare la costituzione della fondazione Teatro del Giglio in consiglio comunale. L'importanza della fondazione, in questa fase, a mio avviso non è tanto il contributo economico che gli eventuali nuovi soci porteranno quanto la possibilità di coinvolgere i Comuni della Piana e della Garfagnana, per poter creare un circuito virtuoso di teatri. Collaboreremo anche con i teatri della Versilia, ma il rapporto con gli enti e i Comuni versiliesi non sarà organico alla fondazione del Giglio». Chi pensa di nominare? «Il cda sarà composto da 5 persone. Il presidente sarà Massimiliano Volpi, direttore generale del Comune che negli ultimi mesi ha svolto funzione di commissario del teatro. Ho pensato a un presidente "tecnico" in modo che quando verrà costituita la fondazione del Giglio non ci sia bisogno di revocare l'incarico. Volpi, esaurito il suo compito, lascerà il posto al nuovo presidente». E gli altri consiglieri? «Saranno tutte persone con esperienza di teatro e di musica, perché di questo si occupano a vari livelli». Perché pensa a un cda di persone di teatro? «Perché l'obiettivo, e di fatto la speranza, è di raddoppiare l'attività del Giglio. Potenzieremo il cartellone della prosa che è già abbastanza nutrito; poi aumenteremo gli spettacoli di danza, assecondando una richiesta che viene dal pubblico; infine, daremo molto più spazio alla lirica, con particolare attenzione ai compositori lucchesi. È ovvio che quando si mette in scena Puccini siamo sicuri del successo dell'operazione, ma dobbiamo proporre anche gli altri musicisti lucchesi, da Catalani a Boccherini. Soprattutto per Boccherini è necessario stringere un accordo con l'istituto musicale cittadino che porta anche il suo nome». Per tenere concerti al Giglio? «Per un certo tipo di attività concertistica, in realtà, si presta meglio un auditorium che un teatro. Del resto il compito del teatro è anche favorire le attività culturali e musicali di altre istituzioni. A differenza di altri amministratori, sono convinto che il compito del Comune non sia organizzare, ma promuovere, salvo alcune eccezioni. In questa ottica è evidente che anche il teatro comunale debba lasciare spazio ai privati che organizzano eventi culturali e musicali e non toglierlo». Converrà, però, che l'attività musicale del Giglio oggi è ridicola. In cartellone per il 2011-2012 ci sono 6 recite. «È per questo che deve l'offerta deve essere potenziata. C'è un repertorio particolarmente indicato a questo scopo, meno impegnativo - dal punto di vista dell'allestimento (e quindi dei costi) di quello dell'Ottocento e del Novecento. Mi riferisco a quel repertorio di fine Settecento e anche inizio Ottocento che spesso il maestro Herbert Handt è riuscito a valorizzare: non a caso il 15 settembre ri(porta) al Giglio anche l'opera buffa "Il ciarlatano" di Domenico Puccini, nonno di Giacomo. Oggi, oltretutto, l'approccio a questo tipo di musica è diverso: prima si guardava a certe produzioni, come a operazioni snobistiche, per pochi addetti ai lavori. Oggi, invece, c'è una sensibilità musicale diversa, più aperta che porta ad approcciarsi a questi autori meno noti con curiosità». Questo è un ragionamento che spetterà al direttore artistico del Giglio. Quello attuale è in scadenza: avete già scelto il nuovo? «Il nuovo cda del Giglio avrà anche il compito di scegliere il nuovo direttore artistico, muovendo un passo avanti rispetto al passato. Voglio, comunque, che siano i nuovi vertici del teatro a esprimersi e a scegliere. Io parteciperò alla discussione, ricordando la mia proposta: creare un comitato artistico con funzioni direttoriali. Ma non di gestione manageriale: quella resta al direttore amministrativo, ruolo nel quale credo verrà riconfermata Maria Rita Favilla».
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