Attenzione
Museo senza personale
Ilaria Bonuccelli
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A sinistra, lassessore Letizia Bandoni con Gabriella Biagi Ravenni e due immagini di casa Puccini La casa natale è pronta ma non si sa chi la gestirà
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LUCCA. La casa natale di Giacomo Puccini è pronta. Restauro concluso, allestimento in fase (avanzata) di completamento. Ma a una settimana dall'inaugurazione, ancora non si sa chi aprirà il museo, chi staccherà i biglietti, chi garantirà la sorveglianza. La Provincia aveva proposto di utilizzare il personale dell'Apt, visto che l'azienda di promozione (anche se in liquidazione) funzionerà fino al 31 dicembre. La Fondazione Puccini - che avrà la casa del Maestro in comodato - la ritiene una proposta ad alto rischio di cause di lavoro. E, quindi, il Comune - socio di riferimento della fondazione - propone di affidare l'incarico a una cooperativa di servizi. A meno che in pochi giorni non si trovi una diversa soluzione. La riunione della Fondazione Puccini, convocata per lunedì pomeriggio, si è conclusa proprio in questo modo: il sindaco, Mauro Favilla, ha incaricato la direttrice della Fondazione Puccini, Gabriella Biagi Ravenni, di verificare se esista la possibilità di utilizzare il personale dell'Apt per i servizi accessori del museo, senza incorrere in cause o sanzioni penali per mancato rispetto delle norme sul lavoro interinale. Ipotesi che, a detta della Provincia, è infondata. E, così, scatta il braccio di ferro fra enti. IL PROBLEMA C'è da capire quale personale utilizzare per far funzionare la casa natale di Puccini. Palazzo Ducale da tempo ha messo a disposizione l'Apt per tenere aperto il museo: il personale dell'azienda di promozione, infatti, fino al 31 dicembre non costerebbe nulla alla Fondazione Puccini visto che gli stipendi vengono pagati dalla Regione per aver trasferito alla Provincia la delega sul turismo. L'operazione è stata sostenuta anche dal gruppo di lavoro istituzionale di cui fanno parte gli enti locali, la Camera di commercio e la Fondazione Crl (proprietaria della casa natale di Puccini) sulla base di due valutazioni: il risparmio sul servizio di decine di migliaia di euro, almeno per i primi tre mesi di apertura del museo; la possibilità di mettere a disposizione dei visitatori personale qualificato. Alla riunione di lunedì sera, però, il consulente legale della fondazione Puccini, ha tracciato un quadro diverso. Ponendo l'accento sui rischi che l'utilizzo dell'Apt per l'apertura del museo comporterebbe. «La Fondazione Puccini - esordisce il sindaco che ne è anche il presidente - ha fatto presente ai vari componenti di non voler delegare la gestione della casa natale. E ha motivato questa posizione con argomenti di natura giuridica: tra i dipendenti dell'Apt ci sono anche 4 contratti co.co.co che, se impiegati in una funzione diversa da quella per la quale sono stati assunti, potrebbero pretendere di essere assunti in pianta stabile. Inoltre, l'impiego in modo non corretto di personale a contratto potrebbe comportare perfino sanzioni di natura penale per la Fondazione che ha la gestione del museo». In sostanza - evidenzia Favilla - la convenzione proposta dalla Provincia per l'utilizzo dell'Apt «nel testo attuale è illegittima». LA SOLUZIONE Deve essere trovata in fretta, visto che martedì 13 il museo verrà inaugurato. Già oggi, quindi, legali e dirigenti degli enti discuteranno l'alternativa. Che per Favilla, in realtà, già esiste: «Gabriella Biagi Ravenni ha avuto mandato di sottoscrivere la convenzione, di concludere l'accordo se si trova una soluzione legale che consenta di utilizzare l'Apt fino al 31 dicembre per la custodia e i servizi necessari a tenere aperto il museo. È evidente che la soluzione deve essere condivisa dai legali di tutti gli enti interessati». Se questa possibilità non esistesse, però - prosegue Favilla - possiamo rimediare «con un incarico diretto a una cooperativa o a un'azienda di servizi (si ipotizza anche Itinera, ndr) almeno fino a fine anno. Trattandosi di un incarico inferiore ai 40mila euro, non c'è necessità di procedere con una gara». Non subito, almeno. Per l'assegnazione pluriennale, a partire da gennaio, invece la gara sarebbe necessaria «e verrebbe indetta in questi mesi che ci separano dalla fine dell'anno», assicura Favilla. Il percorso sarebbe obbligato: partecipata principalmente da enti e istituzioni pubbliche, la Fondazione Puccini deve assegnare servizi con gara. Quello, però, che la Provincia non riesce a capire - come ha fatto presente anche lunedì pomeriggio - è perché la Fondazione Puccini si opponga a utilizzare personale qualificato e a costo zero per tenere aperta la casa museo di Puccini.
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