Il Tirreno

Lucca

Elettrosmog, impegno del Comune

I cavi dell’alta tensione sopra le case a Maggiano
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I cavi dell’alta tensione sopra le case a Maggiano

Maggiano, assicurato il dialogo con Terna e il controllo delle emissioni

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 LUCCA. La stazione di trasformazione si farà, e con questa potrà essere prevista la deviazione dell'elettrodotto nel tratto che attraversa l'abitato di Maggiano. Il Comune, da parte sua, assicura che prenderà a cuore il problema delle emissioni e cercherà, in accordo con Terna, di contenerle, in particolare nei punti in cui i cavi sovrastano i tetti delle case.  Un incontro che si annuncia con risvolti positivi, quello che si è svolto tra il comitato di Maggiano e Farneta e l'assessore Marco Modena. Il comitato ha portato le sue istanze soprattutto in tema di salute pubblica, chiedendo che il Comune si adoperi per equiparare i limiti massimi tollerati per l'elettrodotto di Maggiano con quelli dell'elettrodotto, di nuova realizzazione, che attraversa Mutigliano e Sant'Alessio, dove le soglie massime sono molto inferiori rispetto al "vecchio" impianto di Maggiano.  Rassicurazioni sarebbero giunte anche sul progetto della stazione di trasformazione, su cui - per i tempi ormai lunghi - cominciava ad alimentarsi il sospetto che fosse relegato a un libro dei sogni. Invece, le trattative fra Comune e Terna su questo impianto (che consentirà di triplicare il carico di corrente trasportata) starebbero procedendo, con un eventuale cambio di localizzazione (sarebbe decaduta l'ipotesi di realizzarla in una ex cava).  Sulla scia delle proteste per le emissioni e per la linea che "friggeva" avanzate dal comitato non più tardi di una settimana fa, sull'elettrodotto interviene anche l'Arpat, che continua a monitorare le emissioni dalla centralina di Maggiano.  Arpat ribadisce che «la normativa italiana vigente in materia di limiti per l'esposizione ai campi magnetici prodotti dagli elettrodotti è il decreto del presidente del consiglio dell'8 luglio 2003, che stabilisce, per le aree gioco per l'infanzia, gli ambienti abitativi, scolastici e i luoghi adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere, due limiti di attenzione: 10 microTesla per gli elettrodotti esistenti al momento della adozione di quel provvedimento (Maggiano, ndr); 3 microTesla per quelli di nuova realizzazione (Mutigliano, ndr)».  Sempre secondo Arpat, «il caso della linea a 380 kV n. 314 La Spezia - Acciaiolo, che passa da Maggiano, esistente fin dagli anni'80, è assai diverso da quello di Mutigliano. Regione, enti locali e Arpat non possono far riferimento a norme applicabili per forzare Terna ad adottare interventi per ridurre le emissioni, in quanto i limiti di legge sono rispettati».  Dai risultati emersi dalla prima fase del monitoraggio iniziato ad aprile, pubblicati pubblicati sul sito dell'Arpat, «emerge che il carico di corrente attuale è del tutto simile a quello registrato in passato (2005 - 2010) e, quindi, non è stato riscontrato un carico maggiore di corrente». E sulla linea che "frigge", Arpat sottolinea che «il rumore generato dagli elettrodotti è dovuto al fenomeno fisico denominato "effetto corona", che viene a crearsi per l'intenso campo elettrico presente intorno ai conduttori della linea, molto evidente nelle giornate con alta umidità relativa». B.A.

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