Il Tirreno

Lucca

Due bagnini sott'inchiesta

I tentativi di soccorrere il giovane
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I tentativi di soccorrere il giovane

Ragazzo morì in piscina, sono accusati di omicidio colposo

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 LUCCA. La procura della Repubblica ha concluso l'inchiesta sulla morte di Rocco Perna, 20 anni, l'operatore ecologico di Villa Basilica annegato il 25 luglio dello scorso anno nella piscina del Country Club di Gragnano e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio con l'accusa di omesso controllo e omicidio colposo nei confronti dei due bagnini del complesso che si trovavano a bordo vasca al momento della tragedia.  Si tratta di Tommaso Forzoni, 21 anni, residente a Pistoia e difeso dall'avvocato Cecilia Turco e di Luca Santorelli, 48 anni, lucchese, assistito dai legali Cristian Bigotti e Andrea Da Prato.  Stando alla procura i due bagnini per grave colpa dovuta a negligenza, imperizia e imprudenza non si sarebbero accorti delle difficoltà del giovane, incapace di nuotare nell'acqua alta, e avrebbero omesso di prestare la necessaria assistenza al ragazzo una volta estratto dall'acqua tanto che le manovre di rianimazione sarebbero state praticate da un camionista che si trovava nella piscina dell'albergo. Non solo.  Sempre secondo gli inquirenti i due bagnini non avrebbero consegnato al soccorritore - e alle altre persone che cercavano di rianimare il ragazzo - il materiale di primo soccorso custodito vicino alla vasca tanto che al camionista vennero fornite normali cannucce e materiale pediatrico (il pallone ambu, strumento necessario per evitare problemi d'igiene e profilassi durante la respirazione artificiale, ndr) del tutto inidonee nella circostanza.  L'inchiesta venne affidata ai carabinieri di Lammari all'epoca diretti dal maresciallo Antonio Basta che presero a sommarie informazioni diverse persone che si trovavano a bordo vasca al momento della tragedia.  Per gli investigatori Rocco Perna, dipendente della cooperativa che si occupa del servizio raccolta rifiuti del comune di Villa Basilica, non sapeva nuotare e sarebbe rimasto sott'acqua per un lungo periodo senza ricevere aiuto. Il riscontro diagnostico effettuato per conto della procura dal professor Alessandro Bassi Luciani escluse particolari problemi di natura congenita come possibile concausa dell'annegamento. I bagnini, specie quello lucchese più esperto, sostengono di aver fatto tutto il possibile per salvare la vita al ragazzo. A ottobre forse l'udienza al gup.

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