Attenzione
Nidi, 170 bimbi in lista d'attesa
Una parte aspetta un posto ai Centri gioco educativo
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Sono circa 170 i bambini in lista d'attesa fra i nidi e Centri gioco educativi. E con questi elenchi alla mano il Comune si prepara a partecipare al bando regionale per l'assegnazione di "buoni educativi". Viste le domande sempre più numerose per posti nei nidi, infatti, a fine luglio la Regione ha pubblicato l'avviso per la «realizzazione - scrive il Comune - di "Progetti di conciliazione vita familiare-vita lavorativa" finalizzati all'assegnazione di buoni servizio, appunto, da utilizzare presso i servizi educativi della prima infanzia (per bambini da 3 a 36 mesi) pubblici, privati accreditati e convenzionati con le amministrazioni comunali». Considerando che con le proprie strutture il Comune non è in grado di soddisfare la domanda e annullare le liste d'attesa - tanto più che anche per il nuovo nido di S. Anna ci sarà da aspettare il prossimo anno - ha deciso di partecipare a questo bando. In effetti la lista d'attesa c'è ed è anche piuttosto lunga. Nei nidi a oggi risultano fra i "piccoli" 58 bambini non presi, di cui 5 residenti fuori comune; fra i medi ci sono 47 bambini in attesa di entrare al nido (di cui 3 residenti fuori comune) e, infine, fra i grandi (fino a 3 anni) ce ne sono altri 53 (di cui 4 provenienti da fuori comune). In tutto, perciò, ci sono 158 bimbi che non sono riusciti a entrare al nido, nonostante abbiano i requisiti per usufruire del servizio. Questo numero, però, sale a circa 170 bambini se si aggiungono quelli in lista d'attesa ai Centri gioco educativo: quelli che non hanno ottenuto un posto in tutto sono 25, ma solo 11 non hanno presentato domanda anche per il nido. La maggior parte dei bimbi in lista di attesa per il centro gioco, invece, è anche in lista d'attesa in uno o più nidi comunali. La formazione e soprattutto la pubblicazione delle liste d'attesa - spiega il dirigente alla pubblica istruzione, Graziano Angeli - è condizione necessaria per poter presentare alla Regione i progetti di conciliazione di vita familiare e vita lavorativa. La Regione, poi, approverà i progetti dei Comuni (ed erogherà i relativi contributi) proprio sulla base di questi elenchi che devono essere inviati a Firenze entro la fine della settimana.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google