Attenzione
Museo, inaugurazione senza eventi
Ilaria Bonuccelli
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Lingresso di casa Puccini e sotto il Maestro «Neppure un grande della lirica per la riapertura di casa Puccini»
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LUCCA. È perplesso Herbert Handt. Lucca inaugura la casa natale di Giacomo Puccini, ma non organizza neppure un evento all'altezza dell'avvenimento. Non ha una grande produzione d'opera. Non invita un tenore come Domingo a tagliare il nastro dell'appartamento restaurato. In 8 mesi - denuncia il grande musicista americano - e cioè da quando la Fondazione Crl ha ricomprato la casa del Maestro, Lucca non è riuscita a inventarsi una vera campagna di marketing intorno al museo. Certo l'Apt ha contattato teatri e tour operator nel mondo, ma questo non basta a trasformare l'inaugurazione del museo in un evento da "red carpet", da tappeto rosso, invece che in un raduno per compiacere i soliti vip locali. Questo non sorprende il Maestro americano: la città - ammette - riscopre solo ora il suo più illustre compositore, non per amore né per cultura, ma solo «perché ha toccato con mano il valore commerciale che Puccini ha». E come è già successo nel 2008, per il 150º anniversario della nascita di Puccini - osserva - Lucca non propone nulla di straordinario. Tre anni fa, infatti, la scena è stata (quasi) tutta per Torre del Lago: il nuovo teatro (per quanto lontano dalla perfezione), le grandi orchestre, i grandi direttori, come Riccardo Chailly. Maestro Handt, a sentire lei sembra che Lucca sia incapace di valorizzare Puccini. «Sono 50 anni che mi occupo del Maestro. Ho iniziato quando sono arrivato per la prima volta a Lucca, sicuro, come il resto del mondo, che Puccini fosse di Torre del Lago. E da allora i lucchesi non hanno fatto nulla per convincermi che non è così». Che cosa vuol dire? «È come se Puccini qui non fosse importante. Con le mie ricerche, ho constatato che Giacomo era solo l'ultimo di una dinastia di cinque generazioni di musicisti importanti. Non esiste un altro luogo al mondo con un primato del genere, se si eccettua la Germania di Bach. Ma anche in questo caso il paragone non regge: tutti i Puccini, infatti, sono rimasti sempre nello stesso posto; i Bach no. Nonostante questo, ancora oggi la mia impressione è che i lucchesi non diano la giusta importanza al loro compositore più famoso, anche se ora riaprono la casa natale, con alcuni documenti preziosi, grazie all'accordo con l'Archivio Ricordi». La riapertura del museo, però, di per sé colma un deficit importante. Non è d'accordo? «Se la città ha di nuovo la casa natale di Puccini il merito è solo della Fondazione Crl che l'ha acquistata e ristrutturata. In particolare l'onore di questa operazione va all'ex presidente Giovanni Cattani, scomparso alcuni mesi fa. Senza di lui non credo che l'operazione sarebbe andata in porto. A parte questo, però, la domanda da porci oggi è questa: perché in 8 mesi, da quando l'immobile è stato acquistato, la città non è stata in grado di organizzare un vero evento per l'inaugurazione?». Forse perché non c'erano fondi? «Non credo che sia una questione di soldi. Quanto meno non è questo il problema principale. Io credo che i più grandi artisti della lirica sarebbero stati fieri di venire a Lucca in questa occasione. Perfino Domingo che non canta più, sarebbe stato orgoglioso di essere presente. Come sono sicuro che, se invitati, sarebbero venuti anche i grandi direttori italiani, da Riccardo Muti a Claudio Abbado, con le grandi orchestre. Vorrei ricordare un precedente: nel 1974, per i 50 anni dalla morte dei Puccini, il teatro di Treviso mise in scena tutte le opere del Maestro, dalle Villi a Turandot. A Lucca, a parte una Butterfly con una compagnia rumena e una Bohème con Katia Ricciarelli e Carreras, non si organizzò nulla. Oggi è lo stesso: la città non è stata in grado di produrre almeno tre titoli importanti di Puccini (Il Giglio a novembre ospiterà 2 date di una Bohème con un cast di giovani, ndr). Altrove questo non sarebbe successo. Basta vedere quello che Pesaro ha fatto con Rossini: il compositore si è trasferito a Lugo di Romagna, ma la città natale ha creato dal nulla il festival per il suo grande compositore. I lucchesi non sono mai riusciti a fare per Puccini quello che Pesaro ha fatto per Rossini o Busseto per Verdi». Un concerto importante per la riapertura di casa Puccini, comunque, è in cartellone. «Mi è stato detto che il clou degli avvenimenti che precedono l'inaugurazione di casa Puccini è proprio il concerto con il pianoforte del Maestro, suonato, è vero, da un grande professionista, Michele Campanella. Ma ci sono due aspetti da considerare: intanto questo pianoforte non è mai stato nella casa di Lucca, visto che era quello che il Maestro aveva a Viareggio, nella casa di Marco Polo, quando componeva Turandot; inoltre, Campanella suonerà musiche di Listz, Wagner e altri compositori. E Puccini dov'è? Forse nel concerto con il soprano Maria Luigia Borsi, che canta accompagnata al piano, ma senza orchestra. O forse nel concerto del 13 settembre, con le bande in piazza. Importanti le bande, ma per onorare il Maestro serviva altro».
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