Sicurezza
La Cgil: «Sciopero contro una manovra iniqua»
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Lavoratori durante un corteo Martedì concentramento alle 9,30 in piazza S. Maria e comizio in S. Francesco
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LUCCA. In una provincia con il più alto tasso di disoccupazione femminile in Toscana parlare di sciopero generale non dovrebbe suonare difficile. Vista anche l'ultima manovra finanziaria che, a detta della Cgil Lucca, «è fatta per colpire solo determinate categorie di lavoratori (i precari, i giovani, i lavoratori dipendenti) e i pensionati. A pagare saranno sempre gli stessi, invece di prevedere una manovra che portasse tutti, veramente tutti, a compiere un sacrificio». Ed ecco allora che la Cgil tornerà in piazza martedì con uno sciopero generale di otto ore: a Lucca il concentramento per la manifestazione è previsto alle 9,30 in piazza Santa Maria e concluderà in piazza san Francesco con il comizio conclusivo del segretario provinciale, Giampaolo Mati. «La manovra finanziaria non ha un indirizzo coerente - spiega Mati -. Sta toccando tutte le aree di maggior disagio sociale, lasciando inalterate le situazioni più ricche. È una manovra profondamente iniqua: la disoccupazione cresce, il sostegno alle famiglie cala vertiginosamente, il blocco delle assunzioni, soprattutto per i giovani, porterà a una situazione di stagnazione molto drammatica». La Cgil spiega che «abbiamo proposto una manovra che a parità di saldi non gravi su lavoratori, pensionati e sul sistema delle istituzioni locali». E invita tutti a partecipare al corteo, nel rispetto delle rispettive autonomie, «per difendere la nostra democrazia soprattutto in momenti gravi come quelli che sta attraversando il nostro Paese». Lo sciopero non sarà l'unica soluzione e per l'autunno-inverno che segue è prevista una mobilitazione a tutto tondo. «La precarietà -, spiega Franca Cecchini della segreteria provinciale Cgil, - tocca punte fino a 17 anni di lavoro precario. Questo è un paese che si impoverisce e si blocca: ecco perchè scioperiamo, perchè questa manovra, recessiva, è diretta solo ai soliti che pagano sempre. Era possibile fare in un altro modo: non si fa niente per la disoccupazione femminile, e la nostra provincia è quella che ha il tasso più alto in Toscana; non si fa niente per il lavoro giovanile o per la stabilizzazione dei precari». N.D.
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