Il Tirreno

Lucca

Indagato per omicidio colposo

Luca Tronchetti
Una bella immagine di Simone Bertoncini
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Una bella immagine di Simone Bertoncini

Centauro vicentino nei guai per la morte di Simone Bertoncini

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 BARGA. C'è un indagato nell'inchiesta sulla tragica fine di Simone Bertoncini, 21 anni, di Mologno, il giovane centauro morto mentre in sella alla sua Aprilia 250 stava provando il percorso del secondo memorial Fausto Duci che avrebbe dovuto svolgersi domani sulle strade di Oneta e Zambla in provincia di Bergamo. Si tratta di Rudy Ronzani, 36 anni, residente a Giancona (Vicenza), il motociclista che si è scontrato con il campione lucchese e che ora si trova ricoverato agli ospedali Riuniti di Bergamo in prognosi riservata.  Le sue condizioni restano gravi, ma i medici sperano di salvarlo. L'iscrizione nel registro degli indagati del centauro veneto con l'accusa di omicidio colposo è un atto dovuto in attesa che i carabinieri e i periti chiariscano meglio ogni responsabilità.  Simone Bertoncini, recente trionfatore nella sua categoria della classica di corsa in montagna Sillano-Ospitaletto, stando ai primi accertamenti degli inquirenti stava salendo con la sua moto verso Passo di Zambla affrontando numerosi tornanti. Voleva saggiare il percorso in vista delle prove ufficiali in programma per ieri mattina. Improvvisamente, dietro una curva, nell'opposta direzione è spuntanto un altro centauro: Rudy Ronzani, 36 anni. L'impatto è stato violentissimo e i due motociclisti sono rimasti esanimi sull'asfalto. Erano le 17,30 di venerdì quando sul posto è arrivata l'ambulanza del 118 e l'elisoccorso. Ma per Simone non c'è stato nulla da fare nonostante i tentativi continui di rianimarlo. Ronzani è stato trasferito in elicottero in ospedale: le sue condizioni restano gravi, ma i medici sperano di salvarlo. La procura della Repubblica di Bergamo ha aperto un'inchiesta che al momento vede il pilota veneto iscritto nel registro degli indagati. I due mezzi sono stati sequestrati. Nessuna responsabilità per gli organizzatori visto che l'incidente è avvenuto fuori dalle prove libere. Il memorial dell'hinterland bergamasco è stato annullato per rispetto al giovane pilota della Garfagnana tragicamente scomparso.  La notizia della scomparsa del talento delle due ruote ha destato profonda impressione e grande cordoglio in tutta la Valle del Serchio dove Simone Bertoncini era molto apprezzato. Studiava per vincere: aveva la stoffa del campione e in testa un obiettivo per il 2012: il campionato italiano di corsa in salita. Per questo motivo era salito a Bergamo per il 2º Memorial Duci, una gara di velocità in salita, una prova che Simone voleva testare proprio per conoscerne il percorso e tentare l'assalto al titolo nella prossima stagione. Lo scontro frontale durante le prove della gara, contro un altro centauro di 36 anni, ha stroncato la vita di un ragazzo di 21 anni pieno di talento e che aveva davanti un avvenire radioso.  La notizia della terribile disgrazia ha lasciato attonita l'intera comunità di Mologno. I funerali del giovane si terranno domani.  La passione per la moto non distraeva Simone Bertoncini dal suo lavoro in una cartiera a Ponte all'Ania. Da poco gli era stato rinnovato il contratto in quel posto che prima era del padre Francesco, oggi in pensione. Piangono Simone anche la sorella Serena, avvocato, e la giovane fidanzata.  L'amore per i motori era totale: corse di velocità in salita, prove su pista e kart. Simone era appassionato anche di cavalli. Iscritto al Moto Club Garfagnana, correva per il New Dragon Fly Team: «Parte del nostro team lo avrebbe raggiunto oggi (ieri, ndr) - dice un affranto Pierluigi Pieroni - lui era voluto partire prima per curare al meglio ogni dettaglio. Quest'anno aveva già vinto due gare, tra cui la Sillano-Ospedaletto, voleva studiare il percorso di Bergamo perché il suo obiettivo era vincere il titolo italiano. Gli era sfuggito per un soffio lo scorso anno, nella classe 125, per una falsa partenza».  Passato alla 250, Simone ha continuato a vincere e solo qualche prova saltata per altri impegni non gli ha permesso di centrare il titolo 2011. Ma quello del 2012 sembrava già prenotato dal ragazzo di Mologno. Tutto il team è afflitto naturalmente dal dolore, alcuni componenti sono saliti a Bergamo per recuperare la moto di Simone e stargli vicino nel suo ultimo viaggio. Come purtroppo spesso accade quando la morte colpisce un giovane ragazzo, il dolore corre su Facebook, il popolare social network. Tanti i messaggi di cordoglio, di incredulità, di dolore verso un ragazzo generoso, pronto a dare l'anima per i propri amici. Il saluto più accorato è quello di Andrea: «Le parole non bastano per descrivere ciò che eri e cosa hai donato a tutti noi. Sei sempre stato un esempio da seguire, un sicuro punto d'appoggio su cui contare e soprattutto sei sempre stato forte anche nelle situazioni più difficili. Te ne sei andato, da solo e in silenzio, quel silenzio che riecheggerà per tutta la mai vita e che mi lascerà un vuoto enorme. Riposa in pace amico mio e proteggici tutti dall'alto. Ciao Simone». «Ciao Simone, rimarrai per sempre nei nostri cuori, questi sono i problemi della vita, un ragazzo non può morire a 21 anni», scrive Lorenzo. Valentina sottolinea l'impotenza davanti ad una notizia del genere: «La morte è l'unica cosa che ci rende impotenti. Ciao Simone». La parola ingiustizia suona nei saluti di Martina e Maura: «Che mondo ingiusto, addio Simo, rimarrai sempre con noi» e «Senza parole, questa vita è proprio ingiusta. Ciao Simo». Giuseppe scrive «Resterai sempre nel mio cuore, addio Berto!», mentre Alessandro abbraccia così Simone: «Sarai sempre nei nostri cuori! Addio campione».

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