Il Tirreno

Lucca

De Robertis firma la nuova canzone per Abatantuono

Nicola Nucci
L’artista lucchese Federico De Robertis
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L’artista lucchese Federico De Robertis

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 LUCCA. Il tema di Lisa in "Nirvana" e Ansia in "Puerto Escondido" sono ancora oggi scaricati da I-Tunes; con la colonna sonora di "Sud" ha vinto il Globo d'oro ed è stato candidato al David di Donatello. Lo stesso autore - il lucchese Federico De Robertis - ha scritto anche le musiche di alcuni film di culto di Gabriele Salvatores e dei fratelli Vanzina.  Da vent'anni conosce Diego Abatantuono, con cui adesso ha ideato la canzone "Il Frutto Proibito" che sarà contenuta nel prossimo film per la tv "Area Paradiso", in onda su canale 5, il primo con cui esordisce come regista l'attore milanese che da anni si rilassa nella sua villa a Lucca. E il video della canzone sarà girato nella nostra città, tra il centro e la campagna.  Federico De Robertis, lucchese, 49 anni, è compositore, musicista, dj-selecter, talent scout (ha scoperto il gruppo livornese "Virginiana Miller").  Adesso torna a fare anche il cantante, in coppia con l'amico Abatantuono, con cui collaborerà anche alla stesura della sceneggiatura di un episodio del prossimo film di Carlo Vanzina (in uscita nel 2012), con la colonna sonora firmata da De Robertis.  La parola "poliedrico" non è abusata nel caso di questo musicista lucchese, anti-personaggio, che alla ribalta preferisce il dietro le quinte e il suo studio di produzione a Vicopelago, dove tra computer e mixer compone le musiche che lo hanno portato diventare un nome nel suo campo. Dopo il successo del docu-film "1960" firmato da Salvatores e trasmesso a "Che tempo fa" da Fazio il ciclo continuerà prendendo in esame i successivi decenni.  «Il docu-film "1960" - ha avuto un buon successo, al punto che la Rai ha chiesto di realizzare anche quello inerente gli anni Settanta, Ottanta e Novanta. Io curerò le musiche di sottofondo» dice De Robertis.  Ad autunno uscirà il primo film con Abatantuono alla regia e la sua canzone. Un film per la tv, su Canale 5, ambientato in un autogrill. «Ho scritto anche una canzone in italiano, insieme a Diego Abatantuono e Filippo Guerrieri, tastierista e arrangiatore che fa parte del mio staff insieme all'ingegnere del suono Luca Contini. Il pezzo si intitola "Il Frutto Proibito", una storia particolare, su un tema attuale, che si disvela all'ultima parola del testo. Avevo già cantato negli anni Ottanta con i Freddie e i Freddi. Il brano sarà anche accompagnato da un video che abbiamo intenzione di girare a Lucca, fra centro e campagna lucchese, che offre splendide location. E poi sia io che Diego siamo molto legati a questa bellissima città. Poi lavorerò ancora con Carlo Vanzina. Sarà l'ottavo film, da "Spqr" a "Ecceziunale veramente", l'ultimo "Ti presento un amico" con Raul Bova. Per ora sappiamo solo che sarà un film a episodi: di uno è protagonista Abatantuono, che svilupperà il soggetto e mi ha chiesto di dargli una mano».  Il connubio con Salvatores e Abatantuono ha regalato a De Robertis un po' di popolarità. «Ci siamo conosciuti - racconta - attraverso amici comuni negli anni Ottanta. Mi ero da poco comprato dei campionatori e mi dissero: «dai, scrivi qualche pezzo per Puerto Escondido. Da lì è nata un'intensa collaborazione. Con Salvatores ho fatto cinque film. Abatantuono? Ha un temperamento passionale, ma sul set ho scoperto il suo lato paziente. Ci accomuna la capacità di cambiare pelle e il fatto di avere una madre del Nord e un padre del Sud. Ma io sono nato e vivo a Lucca. La canzone che amo di più, che all'interno del film diventa un attore aggiunto, è "I'm calling you" in Bagdad Café, poi la colonna sonora di Sud con cui ho vinto Ciak d'oro e Globo d'oro, Nastro d'argento e la candidatura al David di Donatello».  Quattro brani tratti dalle sue colonne sonore sono stati anche oggetto di una trasposizione per orchestra sinfonica (nell'ambito di un concerto organizzato) dall'associazione di musicisti lucchesi Cluster. «Non mi piace confinarmi in un genere, mi piacciono i contrasti. Oltre al copione vado sul set per respirare l'atmosfera del film».  «Lucca, come tutte le piccole realtà, tende a sottovalutare il potenziale talento e poi c'è una cultura che non aiuta a liberare i talenti. Un consiglio ai più giovani? Avere il coraggio di proporsi (anche fuori dalla città). E non come cover band: interpretare canzoni di altri ma con un arrangiamento diverso e personale. E poi - sottolinea e conclude -, servirebbero più spazi per potersi esibire». ALTRO SERVIZIO a pagina 21

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