Il Tirreno

Lucca

«Sono io il discriminato»

Daniele Vanni, autore del servizio contestato
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Daniele Vanni, autore del servizio contestato

Vanni accusa di essere finito alla gogna mediatica

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LUCCA. Una censura, forse, la poteva anche capire. E magari pure un paio di giorni di sospensione. Ma la richiesta di dimissioni da direttore del tg e della televisione, per Daniele Vanni non ha ragione di esistere. Tanto che dice di voler vedere nero su bianco quello che la proprietà di Dì Lucca gli contesta. «Poi, se proprio non mi vogliono più, me ne andrò anche».  In questo momento Vanni si sente una vittima. Si sente una persona che a 58 anni è stata messa alla «gogna mediatica per una frase sfuggita per superficialità e "goliardìa televisiva"». Ribadisce di essere andato in onda lunedì sera consapevole di non avere le immagini della finale di Miss Trans e per questo di aver cercato di superare il problema con una battuta, non proprio felice. «Ho sbagliato e ho chiesto scusa alla comunità Glbt (gay, lesbo, bisessuale e transgender) della Versilia. Sono stato messo alla gogna con una'accusa pesante, rischio di perdere il posto di lavoro e a livello personale sono davvero abbattuto. Mi ferisce tanta acredine perchè una battuta è stata scambiata per un'affermazione. Ribadisco che l'ostentazione - sia Miss Italia o Mister Gay - non mi piace, ma di qui a tacciarmi di omofobo ce ne corre». Tanto più - insiste Vanni - per «cultura e formazione di sinistra, sono per la libertà di espressione intesa anche come libertà sessuale. Sono io il discriminato a questo punto. Lunedì sera ho sbagliato. E per questo ho portato i fiori a Regina. Ho cercato in ogni modo di spiegare l'accaduto, a lei che è presidente del Mit (Movimento italiano transessuale). Di fatto, però, sono stato sospeso per tre giorni dal mio lavoro per cui, pur volendo rimediare nel tg di mercoledì sera, non ho potuto andare in onda». Eppure - prosegue Vanni - con Regina «abbiamo anche stabilito di organizzare una trasmissione con cadenza settimanale per trattare i vari argomenti relativi alle tematiche omosessuali e transessuali. Questo a dimostrazione del clima di comprensione che ho trovato, nonostante le accuse infamanti». Le trasmissioni ci saranno su Dì Lucca ma - almeno alla situazione attuale - sembra che non sarà Vanni a condurle. Anche se GayLib Toscana esprime «solidarietà al giornalista - scrive la referente Luisella Audero - auspicando che la proprietà della televisione digitale possa tornare ad apprezzare l'impegno di questo professionista. Intanto invitiamo tutti ad abbassare i toni e a tornare alla solidarietà e alla comprensione».

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