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Lucca

Ticket, sportelli Asl dedicati

Pazienti all’Asl
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Pazienti all’Asl

Ci saranno anche orari riservati alle pratiche di esenzione

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LUCCA. L'impegno dell'Asl è ufficiale: ai distretti socio-sanitari e in tutte le sedi aziendali preposte a occuparsi delle esenzioni da ticket ci saranno sportelli e orari dedicati. Entro la metà di settembre, in sostanza, l'Asl non solo comunicherà ai cittadini dove rivolgersi per il rilascio dei certificati di esenzione, ma organizzerà il servizio in modo che non si formino code e che queste pratiche non si vadano a sovrapporre ad altri procedimenti.  In attesa di comunicare indirizzi e orari per il rilascio dei certificati dell'esenzione, Asl e il Caf della Cgil rispondono a una serie di quesiti posti dai nostri lettori durante il filo diretto di ieri mattina sulle nuove regole di applicazione del ticket.  Le risposte, in base alle specifiche competenze, sono state date da Lisandro Fava, direttore sanitario dell'Asl dell'Asl, Giorgio Mura, responsabile del Cup e Simona De Prete, responsabile Caf Cgil.  Antonio Malfatti, dalla Piana chiede: Ho prenotato un esame a luglio, ma l'appuntamento mi è stato fissato per metà ottobre. Non ho esenzione né per reddito né per patologie. Devo pagare il nuovo ticket che non era in vigore quando ho chiesto l'appuntamento o devo pagare il vecchio?  «Il ticket si paga al momento in cui viene erogata la prestazione - spiega Giorgio Mura per cui dovrà pagare il ticket in base al nuovo sistema (e alle nuove tariffe)». Sull'importo dovuto - insiste l'Asl - non incide la data di richiesta dell'appuntamento, ma quella nella quale il test verrà effettuato. «Il ticket aggiuntivo - continua Mura - deve comunque essere pagato». Per il ritardo nell'erogazione della prestazione - che comporta un disservizio - l'Asl però «deve pagare un rimborso al cittadino pari a 25 euro per non aver erogato la prestazione nei tempi stabiliti. Questa procedura di rimborso è indipendente dal pagamento dei ticket aggiuntivo».  Luisa Rossi, Sesto di Moriano: «Può essere conveniente per una famiglia con reddito annuo sopra i 90mila euro e con due figli minori a carico calcolare l'Isee ai fini della definizione della fascia del ticket?  «Sicuramente è conveniente - dice Simona De Prete, responsabile Caf Cgil - anche perché visto il nucleo famigliare composto da 4 persone il reddito annuo viene diviso per 2,46 (un coefficiente per il calcolo dell'Isee). La situazione economica si trova sommando i redditi e i patrimoni della famiglia, aggiungendo poi la composizione della famiglia può essere conveniente fare l'Isee. La signora comunque ha parlato solo di reddito, nel calcolo dell'Isee è opportuno considerare anche le proprietà».  Marco Pellegrini di Pescaglia: Tra il mio reddito e quello di mia moglie (circa 14mila euro e 21mila euro) arriviamo circa a 35.500 euro complessivi lordi annui. Mia moglie ha 65 anni, mentre io 64 anni. Mi è stata riconosciuta l'esenzione per una patologia, voglio sapere come devo regolarmi da ora in poi?  «È opportuno portare tutta la documentazione relativa alla patologia al proprio medico curante - spiega Lisandro Fava, direttore sanitario dell'Asl di Lucca - il quale dirà per quali farmaci e per quali prestazioni può essere riconosciuta l'esenzione e se può godere un'esenzione totale. La moglie, invece, avendo 65 anni ed essendo il reddito complessivo del nucleo famigliare inferiore ai 36mila euro ha diritto all'esenzione dal ticket».  Giuseppe Mariotti, Lucca: Ho 71 anni e due patologie da esenzione, con un'invalidità superiore al 66%. Con il nuovo regime mi cambia qualcosa o resto con questa esenzione?  «Non cambia niente - assicura Giorgio Mura -: chi ha un'esenzione per patologia o per invalidità certificata dall'Asl mantiene l'esenzione».  Massimo Micheli, Lucca: Vivo con mia madre pensionata che ha un reddito di circa 20mila euro annui e solo la prima casa di proprietà. Io lavoro come dipendente e ho un reddito annuo che non supera i 15mila euro. Si fini dell'esenzione ci conviene presentare la dichiarazione dei redditi separata o fare o l'Isee?  «Isee e dichiarazione dei redditi sono due cose distinte - spiega la responsabile Caf Cgil -: L'Isee considera la situazione economica dell'intera famiglia (tutti quelli che vivono sotto lo stesso tetto o che hanno la residenza nella medesima casa, pur avendo domicilio differenziato), compresi redditi, composizione della famiglia e proprietà. La dichiarazione dei redditi, invece, è personale e nominativa. Quindi, facendo due dichiarazioni dei redditi separate viene fuori che entrambi i componenti della famiglia rientrano nell'esenzione dal pagamento del ticket aggiuntivo».  Franco Vanni, Marlia e Luigi Serafini, Ponte a Moriano. Entrambi sono invalidi invalidi civili e fino ad oggi hanno goduto dell'esenzione. Chiedono: Da oggi cambia qualcosa?  «Non cambia assolutamente niente per quanto riguarda l'esenzione - dichiara Mura - l'importante è che il cittadino possegga l'attestato di esenzione rilasciato dall'Azienda Usl. Tale attestato è rilasciato dagli sportelli dell'azienda sanitaria dietro presentazione della documentazione relativa all'invalidità civile. Ai fini dell'esenzione dal pagamento del ticket non basta l'attestazione di invalidità rilasciata dalla commissione medico-legale dell'Asl: serve anche lo specifico certificato».  Marirosa Ballati di Vorno: Mio marito ed io, con il cumulo dei redditi, sfioriamo i 70mila euro lordi l'anno. Mio marito settantenne, però, a volte ha un contratto co.co.pro con il quale superiamo i 70mila euro e quindi con questo contratto ricadiamo nella seconda fascia. Ma questo contratto potrebbe anche non esserci più il prossimo anno e quindi noi andremmo a ricadere nella prima fascia e non più nella seconda. Come facciamo poi per dichiarare che la nostra situazione economica è cambiata?  «Per il reddito - dice Simona De Prete della Cgil - così come per il calcolo dell'Isee fa fede la dichiarazione dei redditi dell'anno precedente a quello in corso (ad esempio per il 2011 vale la dichiarazione dei redditi al 31 dicembre 2010): quindi, ogni anno è possibile dichiarare la nuova situazione economica con tutti i cambiamenti avvenuti e rientrare nella fascia corrispondente».  Antonio Franceschini, Capannori: Vivo da solo, ho la prima casa di proprietà e un reddito annuo di circa 40mila euro lordi. Ho la possibilità di chiedere riduzioni o esenzioni?  «Essendo da solo con questo reddito,il cittadino paga il ticket e ricade nella prima fascia - dicono Simona De Prete e Giorgio Mura -. La sua situazione cambierebbe, ai fini del calcolo Isee, se il soggetto avesse un'invalidità superiore al 66%: infatti laddove c'è un'invalidità certificata il reddito verrebbe diviso per l'indice Isee relativo all'invalidità e, quindi, ci sarebbe la possibilità di ricadere nell'esenzione».  Giovanni Manfredi: Sono un pensionato di 72 anni e percepisco una pensione annua pari a 10mila euro. Cosa devo fare?  «Assolutamente niente - spiega Lisandro Fava - perché l'utente è esente dal pagamento del ticket sia per reddito sia per età».  Silvano Silvoni e Rosa Baldassari: Siamo due pensionati di oltre 65 anni e abbiamo un reddito annuo complessivo lordo pari a 25.800 euro. Cosa dobbiamo fare per autocertificare l'esenzione dal ticket? «Per i coniugi Rimane tutto come prima - dice Lisandro Fava -: fino al 1º dicembre, i pazienti devono solo apporre la propria firma sull'impegnativa del medico quando si presentano allo sportello per la prestazione sanitaria prenotata».  Viste le molte telefonate arrivate in redazione, parte delle risposte verranno pubblicate nell'edizione di domani.

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