Il Tirreno

Lucca

Insorge sul web la comunità omosessuale: attacchi al direttore che ha mandato in onda il servizio

Scoppia il caso del tg omofobo

Il concorso di Miss Italia trans a Torre del Lago e sotto il direttore del tg della televisione digitale, Daniele Vanni
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Il concorso di Miss Italia trans a Torre del Lago e sotto il direttore del tg della televisione digitale, Daniele Vanni

Una tv digitale non manda in onda le immagini dei concorsi gay

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LUCCA. Il caso esplode su Internet. E in poche ore diventa un fatto nazionale. Il portale Gay.it attacca il «tg omofobo» di Dì Lucca, la tv digitale (e web) che si rifiuta di trasmettere le immagini dei concorsi alternativi, Mister Gay Italia e Miss Italia trans, appuntamento da circa 20 anni a Torre del Lago. Lo dice espressamente il direttore del telegiornale, Daniele Vanni, in un servizio di 1 minuti e 13 secondi. Che chiude la notizia sottolineando anche come a Torre del Lago ci sia un problema di «ordine pubblico anche se forse non ce ne accorgiamo».  Bastano queste poche frasi a incendiare il web e a congelare, allo stesso tempo, la proprietà della televisione digitale che assicura di non essere stata al corrente del contenuto del servizio. Dal quale si dissocia e per il quale «ci vogliamo scusare», sottolinea il socio di maggioranza, Manuele Moriconi.  In realtà anche Vanni prende le distanza dal servizio già rilanciato da vari siti. Sostiene di essere incappato in uno «scivolone professionale» che nulla ha a che fare con l'omofobia. Tanto che già ieri sera è andato a cena a Torre del Lago, al Priscilla, il locale di Regina Satariano, ideatrice di Miss Trans per invitarla in trasmissione, insieme ad Alessio De Giorgi, patron di Mister Gay Italia. «Non ho passato le immagini di Mister Gay e di Miss Italia trans - sostiene Vanni - sono perché non le avevamo. Ho cercato di cavarmela con una battuta, ma è stata infelice. Se avessi avuto le immagine le avrei trasmesse senza problemi, visto che, come psicologo, non solo sono tollerante, ma mi sono occupato per anni proprio di diversità». Proprio per questo - prosegue Vanni - nel servizio «ho aggiunto che non era giusto quello che accadeva una volta, quando diversi e anche omosessuali venivano tenuti chiusi in casa. Tuttavia, ribadisco di non essere d'accordo con l'ostentazione della diversità, della propria sessualità: non condivido certi concorsi, come non condivido gli eccessi delle femministe o l'ostentazione della bellezza che si fa a Miss Italia».  A pochi giorni di distanza, dall'incidente Vanni si dice consapevole della gravità del servizio e anche «del danno di immagine che posso aver arrecato alla proprietà della televisione» non coinvolta nel servizio. «Quella che è emersa, in effetti - insiste Moriconi - non è la linea della televisione che è sempre stata, o ha sempre cercato di essere, imparziale. E trasparente. Non ci siamo neppure mai schierati con una parte politica perché riteniamo che il nostro compito sia quello di fornire notizie senza commenti, attenendoci il più possibile allo stretto necessario delle notizie». E questa linea - insiste Moriconi - vale «sia quando parliamo di notizie più delicate, come quelle che possono riguardare gli omosessuali, sia quando parliamo di qualsiasi categoria o gruppo di persone, compresi i pescatori o i cacciatori, tanto per citare un esempio generico». Ecco perché - conclude Moriconi - per noi «scoprire questo servizio è stato come essere colpiti da un fulmine a ciel sereno».

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