Il Tirreno

Lucca

I panini? Si mangiano solo in piedi

Barbara Antoni
Turisti consumano panini davanti a un negozio di vicinato
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Turisti consumano panini davanti a un negozio di vicinato

Vanno rimossi tavoli e sedie sul suolo pubblico occupato da un alimentari

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 LUCCA. Via tavoli, sedie e panche con cui i negozi di vicinato occupano il suolo pubblico. È in vigore il divieto di consumare i cibi e le bevande acquistati in questo tipo di negozio usando tavoli o sedute sullo spazio di suolo pubblico riservato all'esercizio. D'ora in poi, in sostanza, il negozio di vicinato potrà occupare (pagando) il suolo pubblico solo per altri scopi, ad esempio per metterci fioriere o altri arredi non collegati al consumo di alimenti venduti. Chi acquista un panino o un piatto di zuppa in un negozio di alimentari potrà così consumarlo solo in piedi, o appoggiato a una mensola.  Entrano in vigore, in pratica, le prescrizioni contenute nella variazione del regolamento sugli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande come erano state descritte nella delibera 35 del consiglio comunale del 13 giugno scorso. I tempi di legge per l'efficacia delle prescrizioni sono decorsi: i quindici giorni per la pubblicazione e i trenta per l'entrata in vigore del provvedimento.  È uno degli effetti della "guerra del panino" iniziata circa un anno fa, quando i titolari di pubblici esercizi reali, abilitati alla somministrazione di cibi e bevande, diedero il via, appoggiati da Ascom, alla rivolta contro i falsi pubblici esercizi, cioè i negozi di vicinato che in numero sempre maggiore praticavano la somministrazione ai tavoli e alcuni anche con piatti di porcellana invece che usa e getta.  «La modifica al regolamento - spiega Gabriele Montagnani, dirigente del dipartimento sviluppo economico del Comune - prevede che un negozio di vicinato non può occupare il suolo pubblico per il consumo dei cibi. Scompaiono le sedie: il consumo è ammesso solo in piedi». I negozi che non rispetteranno le nuove regole verranno multati, in base al regolamento dei pubblici esercizi.  Le variazioni al regolamento apportate dalla delibera sono in tutto quattro: la prima è quella che vieta l'uso del suolo pubblico per il consumo immediato di alimenti acquistati in un negozio di vicinato, la seconda è l'eliminazione in questo tipo di botteghe di qualsiasi seduta; la terza e la quarta riguardano i servizi igienici: mentre rimangono obbligatori per i pubblici esercizi, non sono più richiesti per i negozi di vicinato, in quanto «il consumo dei prodotti venduti - recita la nuova norma - viene effettuato in forma occasionale ed estempotanea, quindi senza particolari necessità, come nel caso del consumo effettuato negli esercizi di somministrazione.  «Le nuove regole - commenta il direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini - cercano di chiarire una situazione in cui le interpretazioni date al regolamento erano diverse. Il principio è che i negozi di alimentari continuano a fare gli alimentari prevedendo il consumo sul posto, senza tavoli. Rimane però aperto un tema: chi vuole aprire un pubblico esercizio deve essere agevolato nelle modalità standard di accesso a questo tipo di esercizio. Una discussione che va iniziata».

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