Finanza
Boom di visitatori nei santuari
Paola Taddeucci
E sempre più pellegrini percorrono la Francigena in territorio lucchese
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LUCCA. Lucca come Assisi? Potrebbe succedere. Cresce sempre di più, infatti, il turismo religioso sul nostro territorio, attirato non tanto da un unico e importante luogo sacro - com'è tutta la città di San Francesco -, ma da un insieme di posti più modesti eppure molto sentiti e visitati dai fedeli. Ne sono un esempio i santuari sparsi in diverse zone della Lucchesia, tra cui quello di Santa Gemma alle porte della città, l'eremo di Calomini a Vergemoli, le case dei santi o tanti altri piccoli luoghi di culto che ogni giorno ricevono pellegrini e visitatori di tutte le nazioni del mondo. E non a caso c'è in progetto di realizzare, nel 2012, un salone internazionale del turismo spirituale proprio a Lucca, nell'area fieristica di Sorbano. Un'idea nata la scorsa primavera al termine della seconda edizione di "Lucca, città d'arte e di fede" - venti appuntamenti tra convegni, mostre e concerti - che hanno avuto un'incredibile rispondenza di pubblico, coinvolgendo oltre centomila persone. «Sì - dice Maria Pia Bertolucci, responsabile dell'associazione Terzo Millennio e del museo dell'Opera del duomo - il turismo religioso è in forte crescita perché la religione offre, anche a chi non è credente, una solidità che il mondo non è in grado di dare, specialmente oggi. Non si va nei luoghi sacri solo per pregare, ma per trovare un momento di pacificazione». E l'offerta religiosa del territorio lucchese sembra calzare a pennello con questa nuova esigenza. Ci sono innanzitutto le tantissime chiese, che uniscono alle bellezze architettoniche la suggestione del loro significato più profondo di luoghi di fede. Ci sono poi i santuari, piccoli o più grandi, le case dei santi, gli eremi, la via Francigena. «Sul nostro territorio - continua la responsabile di Terzo Millennio - non c'è un unico posto che attira l'interesse, come sono Assisi per San Francesco o San Giovanni Rotondo per San Pio, ma ci sono tanti luoghi, sicuramente meno conosciuti, che catalizzano tuttavia un'attenzione costante da parte non solo dei fedeli, ma dei visitatori in genere». Un esempio è, secondo Maria Pia Bertolucci, il successo degli itinerari guidati ai santuari e alle case dei santi organizzati nei mesi scorsi dalla sua associazione. «Ogni volta - informa la responsabile - abbiamo avuto una trentina di persone. Non sono poche». Come sono numerosi i pellegrini della via Francigena, l'antica strada che da Canterbury portava a Roma e che passa anche in territorio lucchese. «Sono in costante aumento - dice Bertolucci -. Dallo scorso anno si è costituita, poi, l'associazione Ad limina Petri, con sede a Siena, che riunisce tutti i territori toccati dalla via Francigena e che ha realizzato anche un logo e le credenziali per i pellegrini. E' un passo importante per la sua ulteriore valorizzazione, che a mio giudizio è un'occasione formidabile proprio in funzione del turismo religioso». Al museo dell'Opera del duomo, infatti, i pellegrini dell'antica strada possono trovare le credenziali che attestano il loro passaggio sulla Francigena.
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