Sicurezza
Badante trovata in fin di vita
La polizia ha temuto un'aggressione, ma la donna è caduta da sola
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LUCCA. Lividi e tumefazioni al volto e alla braccia, un forte trauma cranico e uno stato di semi incoscienza. Tutto fa pensare a una feroce aggressione nei confronti di quella donna - una badante rumena di 43 anni - trovata da un professionista ai margini di un campo di granturco a Nozzano. Quell'uomo, probabilmente, le salva la vita. Perchè le gravi ferite e la notte che incombe non le avrebbero dato scampo il mattino successivo.
Sono le 21,30 e lì accanto c'è un campo sportivo dove alcuni ragazzi stanno giocando a calcetto. Sono loro a collaborare con il passante e avvertire i soccorsi. Nel giro di pochi istanti arriva un'ambulanza del 118 della Croce Verde che carica la badante rumena e la trasporta al pronto soccorso del Campo di Marte. «Sono caduta, sono caduta, dov'è la casa in cui vivo?» si affretta a dire la donna. Ma gli ematomi sono vasti e ce n'è uno dietro la testa che preoccupa e non poco i sanitari.
La colf dell'Est viene trasferita all'ospedale di Cisanello a Pisa: in coma farmacologico con prognosi riservata. Viene operata e le sue condizioni migliorano tanto che adesso non corre più pericolo di vita. Nel frattempo la squadra Mobile - incaricata delle indagini - inizia a prendere informazioni su quella donna. Teme che dietro a quei lividi ci sia un tentativo di rapina o di violenza. Oppure un pestaggio frutto di un regolamento di conti. Lavorano tutta la notte i poliziotti, in stretto contatto con il sostituto procuratore Salvatore Giannino, e la nebbia man mano si dirada.
Emerge che la rumena ha gravissimi problemi di alcolismo. Vengono sentiti diversi testimoni: conoscenti e soprattutto i figli dell'anziana donna di Nozzano che le era stata affidata per un certo periodo. Proprio loro riferiscono che la badante rumena era stata licenziata da poco. La sua dipendenza all'alcol l'avevano resa, di fatto, inaffidabile e così l'anziana affidatale era stata trasferita in un ospedale. In considerazione di questa nuova situazione la badante aveva deciso di far ritorno al suo paese d'origine.
Senza un lavoro, senza un tetto dove dormire, senza amici, non le resta che sfogare depressione e solitudine in compagnia di vino e liquori. Proprio oggi sarebbe dovuta tornare in quella casa di Nozzano, raccogliere le sue cose e partire alla volta di Bucarest. Si era rivolta alla Cgil e aveva avuto comprensione e soprattutto l'aiuto necessario per rientrare in patria.
Al momento quindi non sono emerse responsabilità di terzi per l'incidente della badante. La polizia ipotizza quindi che la donna abbia dato subito la versione giusta. A causa del suo equilibrio instabile e di continui capogiri con ogni probabilità è caduta a terra più di una volta senza che nessuno l'abbia soccorso. L'ennesima tonfo sarebbe stato devastante con il trauma cranico che avrebbe potuto ucciderla. L.T.
Sono le 21,30 e lì accanto c'è un campo sportivo dove alcuni ragazzi stanno giocando a calcetto. Sono loro a collaborare con il passante e avvertire i soccorsi. Nel giro di pochi istanti arriva un'ambulanza del 118 della Croce Verde che carica la badante rumena e la trasporta al pronto soccorso del Campo di Marte. «Sono caduta, sono caduta, dov'è la casa in cui vivo?» si affretta a dire la donna. Ma gli ematomi sono vasti e ce n'è uno dietro la testa che preoccupa e non poco i sanitari.
La colf dell'Est viene trasferita all'ospedale di Cisanello a Pisa: in coma farmacologico con prognosi riservata. Viene operata e le sue condizioni migliorano tanto che adesso non corre più pericolo di vita. Nel frattempo la squadra Mobile - incaricata delle indagini - inizia a prendere informazioni su quella donna. Teme che dietro a quei lividi ci sia un tentativo di rapina o di violenza. Oppure un pestaggio frutto di un regolamento di conti. Lavorano tutta la notte i poliziotti, in stretto contatto con il sostituto procuratore Salvatore Giannino, e la nebbia man mano si dirada.
Emerge che la rumena ha gravissimi problemi di alcolismo. Vengono sentiti diversi testimoni: conoscenti e soprattutto i figli dell'anziana donna di Nozzano che le era stata affidata per un certo periodo. Proprio loro riferiscono che la badante rumena era stata licenziata da poco. La sua dipendenza all'alcol l'avevano resa, di fatto, inaffidabile e così l'anziana affidatale era stata trasferita in un ospedale. In considerazione di questa nuova situazione la badante aveva deciso di far ritorno al suo paese d'origine.
Senza un lavoro, senza un tetto dove dormire, senza amici, non le resta che sfogare depressione e solitudine in compagnia di vino e liquori. Proprio oggi sarebbe dovuta tornare in quella casa di Nozzano, raccogliere le sue cose e partire alla volta di Bucarest. Si era rivolta alla Cgil e aveva avuto comprensione e soprattutto l'aiuto necessario per rientrare in patria.
Al momento quindi non sono emerse responsabilità di terzi per l'incidente della badante. La polizia ipotizza quindi che la donna abbia dato subito la versione giusta. A causa del suo equilibrio instabile e di continui capogiri con ogni probabilità è caduta a terra più di una volta senza che nessuno l'abbia soccorso. L'ennesima tonfo sarebbe stato devastante con il trauma cranico che avrebbe potuto ucciderla. L.T.
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