Il Tirreno

Lucca

Fornoli, svolta nelle vicenda Alce. L’azienda rassicura sulle prospettive per il futuro

«Nuova società a ottobre»

Barbara Antoni
Una protesta dei lavoratori di Alce
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Una protesta dei lavoratori di Alce

Ma i lavoratori proclamano lo stato di agitazione

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 BAGNI DI LUCCA. Entro ottobre la costituzione della nuova società (la cosiddetta new.co.) destinata a darà il via al progetto della centrale a biomasse che dovrà sorgere, nei piani, al posto della ex cartiera sul territorio di Fornoli.  Questa la rassicurazione giunta dai vertici di Alce (la società proprietaria dell'ex cartiera, stabilimento rimasto ad oggi attivo solo per la seconda lavorazione, ovvero la produzione del tannino) a sindacati ed enti locali durante un incontro convocato a Palazzo Ducale.  Se la new.co. nascerà a inizio o fine mese non è stato puntualizzato, ma la rassicurazione di dover aspettare un tempo breve è un risultato per i sindacati che tutelano i circa 75 lavoratori rimasti alle dipendenze di Alce, che da due anni a questa parte alternano periodi di cassa integrazione ad altri di impiego nelle altre lavorazioni ancora attive, con la prospettiva di essere reimpiegati nelle attività della centrale e in altre collegate.  Come spiega Federico Fontanini, rappresentante sindacale della Fistel Cisl, «il nostro obiettivo era ottenere la maggiore garanzia per poter assicurare ai lavoratori, attualmente in cassa integrazione in deroga, nuovi ammortizzatori sociali in attesa della realizzazione della centrale. Se la nuova società nascerà, il secondo rinnovo della cassa integrazione, previsto per fine gennaio, potrà avvenire alla luce del processo di riconversione industriale. In questo caso infatti potrà essere richiesta la cassa integrazione straordinaria per riconversione».  Quanto invece alle nuove attività che potranno sorgere sul piazzale, dall'incontro sono arrivati segnali in chiaroscuro, come riporta sempre Fontanini. In particolare, c'è perplessità sul progetto imprenditoriale da realizzare da parte della società intenzionata ad avviare nel sito industriale di Alce una produzione di pannelli fotovoltaici. Il motivo di questo dietrofront sarebbe, dice Fontanini, «la certezza dei finanziamenti per una attività che oltretutto avrebbe bisogno di una sperimentazione di sei mesi prima di potersi consolidare. L'azienda non era presente all'incontro. Mentre invece uno dei responsabili di Tua (Terra Uomini Ambiente) ha assicurato che non ci sono ostacoli per la nuova attività di produzione di pali utilizzati per l'agricoltura che la cooperativa vorrebbe avviare nel piazzale».  I lavoratori hanno comunque proclamato lo stato di agitazione. «La nascita della new.co. - continua il sindacalista - era stata data per certa a gennaio-febbraio 2011 e poi sempre rinviata. I lavoratori non possono più aspettare. A fine gennaio scadrà il quadrimestre di cassa integrazione in deroga e quelli impiegati nella lavorazione del tannino a fine settembre dovranno interrompere».

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