Il Tirreno

Lucca

Lucart investe sull'energia

Alessandro Petrini
Lucart e il direttore marketing Oriani
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Lucart e il direttore marketing Oriani

Entro tre anni in arrivo centrale elettrica e impianto eolico

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 BORGO A MOZZANO. Una nuova centrale per la produzione di energia elettrica e un impianto eolico in fase di progettazione per favorire il ricorso alle fonti rinnovabili. Sono i principali investimenti che Lucart Group prevede nei prossimi anni per lo stabilimento di Diecimo.  La nuova centrale dovrebbe essere pronta al massimo entro tre anni e la promessa è contenuta nel rapporto ambientale 2010 per la realizzazione di un centrale elettrica alimentata a gas metano da 130mila chilowatt che renderà l'impianto interamente autosufficiente per l'approvvigionamento energetico.  Finora le centrali di cogenerazione di Porcari, in grado di produrre 16,5 megawatt elettrici e 47 tonnellate orarie (t/h) di vapore, riuscivano a coprire le esigenze di quello stabilimento mentre a Diecimo, con 4 megawatt elettrici e 30 t/h di vapore, manca una copertura tra il 30 e il 35% dell'intero fabbisogno elettrico.  «Qui poi abbiamo optato per l'estensione dell'uso degli enzimi - spiega il direttore del marketing Massimo Oriani - e tutto questo si concretizza in una significativa riduzione dell'energia consumata, pari a meno 5%. Sempre a Diecimo si è studiato un progetto per la realizzazione di un impianto eolico per approvvigionamenti di energia elettrica e fonti rinnovabili. Le centrali di cogenerazione hanno contribuito finora a limitare le emissioni in atmosfera di carbonica, ossidi di azoto e monossido di carbonio e l'utilizzo di fonti energetiche pulite come il metano consente di avere delle emissioni praticamente esenti da ossidi di zolfo».  Dal punto di vista della produzione, prosegue la scommessa sul processo "Rifiuti zero", avviato nel 2006, che permette il recupero in altre attività manifatturiere delle parti di materiale plastico e di alluminio residue dalla tecnologia di trasformazione dei contenitori tetrapak che tornano a essere materia prima: si riciclano le fibre di cellulosa contenute negli imballaggi (circa il 75% del prodotto), mentre il resto, polietilene e alluminio, viene ceduto ad altre aziende che producono oggetti come occhiali, penne e scope per la casa.  Novità in arrivo anche sul fronte dei trasporti perché nel 2010 si è centrato l'obiettivo della riduzione del 10% dei mezzi Euro 3 e per cercare di limitare il numero di automezzi circolanti negli stabilimenti di Diecimo e Troyes, nel cuore della Francia, sono stati creati gli scali ferroviari interni ai siti produttivi in modo da ridurre il traffico su gomma.  Passi avanti anche nella gestione delle risorse idriche, visto che le attività intraprese nel tempo hanno permesso una riduzione del consumo di acqua del 6,2% e gli stabilimenti di Diecimo e Porcari, oltre a quello francese di Laval sur Vologne, sono stati dotati di un impianto di recupero destinato alla depurazione di acque reflue per renderle idonee al riutilizzo specifico della cartiera, in sostituzione di acque superficiali o sotterranee.  Interventi sul fronte della tutela ambientale che secondo i dati forniti dall'azienda non hanno interferito con il bilancio di un gruppo che con 5 stabilimenti tra Italia e Francia, 1100 dipendenti e 280mila tonnellate l'anno di prodotto finito è tra i primi 10 produttori europei di carta e ondulato. Numeri che nel bilancio 2010 si traducono in 350 milioni di euro di fatturato con un incremento del 10% rispetto all'anno precedente.

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