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Lucca

Guidi lanciato verso il cda di Bp

La sede di Crl
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La sede di Crl

Il presidente uscente degli Industriali dovrebbe rappresentare la Crl

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LUCCA. Sarà Andrea Guidi, presidente uscente di Assoindustria, l'unico lucchese a entrare nel nuovo consiglio di amministrazione di Banco Popolare, in rappresentanza di Crl. Il commercialista Alberto Varetti - attuale presidente di Crl - non avrebbe, infatti, intenzione di entrare nel cda della holding che sta ultimando la fusione per incorporazione delle banche del territorio.  In città, dunque, non si scatenerà alcuna guerra delle poltrone fra il presidente della banca locale e il presidente uscente degli Industriali, attuale membro del consiglio di sorveglianza di Banco Popolare. Sarebbe una guerra inutile, anche perché il peso di Crl nel consiglio di amministrazione di BP sarà minimo: 1 consigliere su 24, infatti, non è certo destinato a condizionare le scelte della holding decisa a concentrare il potere bancario al Nord, fra Verona, Lodi e Novara, dove hanno sede le tre banche popolari fondatrici del gruppo di cui fa parte anche Crl. È, comunque, vero che la presenza di un consigliere di Crl nel cda di BP serve per mantenere un rapporto costante fra il territorio (inteso come Toscana e non solo come Lucca) e Verona dove d'ora in avanti si prenderanno le decisioni importanti per la Cassa. Almeno quelle bancarie. Le decisioni legate a investimenti, sponsorizzazioni e iniziative varie verranno, invece, demandate a un comitato consultivo che avrà sede a Lodi, banca di riferimento diretto per Crl. In questo comitato - composto da 10 a 14 persone - la Cassa potrà esprimere un paio di consiglieri. Meglio che niente. In attesa di un organismo locale che dovrebbe essere nominato anche in Toscana. Non sono ancora state precisate le caratteristiche di questo ulteriore comitato al quale Banco Popolare ha fatto i primi accenni già all'inizio dell'estate, quando, al momento della presentazione del piano industriale del gruppo, è stata annunciata la fusione nella holding di tutte le banche del territorio. È, comunque, verosimile che i membri di questo organismo vengano scelti fra gli azionisti della Crl dagli stessi azionisti della banca, con un meccanismo che da Verona viene definito democratico. È anche assai probabile che questi consiglieri locali debbano essere individuati fra persone di una certa rilevanza per la vita della comunità bancaria di riferimento. Devono, in sostanza, essere persone che conoscono il territorio, capaci anche di intervenire a sostegno di una decisione che può risultare non immediatamente comprensibile a chi amministra la banca lontano dal territorio.  Dettagli ulteriori anche sul comitato locale dovrebbero arrivare nelle prossime settimane. Prima dell'assemblea straordinaria di BP che, entro fine novembre, dovrà esprimersi definitivamente sulla fusione.

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