Il Tirreno

Lucca

La realizzazione del sottopasso verrà assegnata alla ditta arrivata seconda alla gara da quasi 10 milioni

Via Ingrillini, appalto da rifare

Il cartello dell’appalto e scooter e auto fermi al passaggio a livello di via Ingrillini
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Il cartello dell’appalto e scooter e auto fermi al passaggio a livello di via Ingrillini

Problemi giudiziari dell'impresa, Ferrovie revocano l'affidamento dei lavori

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LUCCA. Tutto da rifare per il sottopasso di via Ingrillini. Affidati i lavori a gennaio 2010, l'inaugurazione del tunnel era stata annunciata dalle Ferrovie per ottobre 2011. Invece, l'intervento non è mai decollato. Problemi «di natura giudiziaria» con la ditta che aveva vinto la gara, dicono le Ferrovie. Che ora cercano di risolvere il problema, girando l'appalto - da 10 milioni - all'impresa seconda classificata. Una nuova data per l'inaugurazione dell'opera pubblica, attesa da decenni, le Ferrovie non sono in grado di fornirla. A oggi è certo che la Deanco srl (con sede a Roma, Palermo e un ufficio a Cascina), che si era aggiudicata la gara con un ribasso del 15,644% sulla base d'asta di quasi 9,9 milioni di euro non ha eseguito l'intervento. Non ha costruito né il sottopasso di via Ingrillini (valore circa 1 milione e mezzo) né le infrastrutture che avrebbe dovuto realizzare anche a Pisa e Livorno per la soppressione dei passaggi a livello: per la precisione un sottopasso e un sottovia a Livorno e un sottopasso pedonale a Pisa. È anche assodato che, dopo mesi di verifiche, Rfi - la società delle Ferrovie che ha appaltato i lavori - ha revocato l'affidamento. Ed è sicuro che Rfi abbia avviato le procedure per assegnare l'appalto all'impresa seconda classificata, anche se ancora non vuole rivelare il nome della ditta «visto che la procedura non è conclusa. Tuttavia, abbiamo deciso di seguire questa via per riprendere i lavori - dicono da Rfi - perché appare la più breve. Di sicuro lo è rispetto all'indizione di una nuova gara d'appalto».  Il tempo gioca una componente non indifferente in questa operazione. Alcune opere, come il sottopasso di via Ingrillini, non sono solo funzionali alle ferrovie per la chiusura dei passaggi a livello e la velocizzazione delle linee. Servono soprattutto per migliorare i collegamenti urbani, evitando attese anche di mezz'ora davanti alle sbarre. E a San Filippo, una volta appaltati i lavori del sottopasso, ci hanno creduto davvero che il passaggio a livello sarebbe stato chiuso per sempre. Anche perché da ottobre dell'anno scorso, via Ingrillini è stata chiusa per l'apertura del cantiere. Invece, 4 mesi di strada chiusa e di disagi hanno riportato i residenti e la città al punto di partenza.  Lo stesso Comune rimane alla finestra, in attesa di un'evoluzione positiva della vicenda. «Negli ultimi mesi abbiamo già mandato 2 o 3 lettere alle Ferrovie dello Stato - dice l'amministrazione - ma non abbiamo ancora ottenuto una risposta. Ufficialmente non sappiamo cosa stia succedendo. Del resto, in questa partita non siamo direttamente parte in causa visto che i lavori sono stati interamente progettati e finanziati dalle Ferrovie».  Sulla mancanza di comunicazione con l'amministrazione lucchese Rfi, che cura la gestione e manutenzione della rete ferroviaria, sorvola. In compenso scarica ogni responsabilità sulla Deanco Costruzioni srl che, appunto, con una spesa di circa 1,5 milioni di euro avrebbe dovuto realizzare il sottopasso di duecento metri. In 360 giorni dalla consegna dei lavori, insomma, l'impresa avrebbe dovuto risolvere buona parte dei problemi di viabilità della zona sud-est della città. Il sottopasso, tra l'altro, avrebbe avuto anche marciapiedi, in modo da poter essere percorso anche a piedi, e una pista ciclabile. La maggior parte delle spese sarebbe stata a carico delle Ferrovie. Il Comune, infatti, avrebbe contribuito con 300mila euro per finanziare solo opere aggiuntive tra cui piste ciclabili, appunto, e miglioramenti della sede stradale.  Invece, tutto è rimasto sulla carta, nonostante il 18 ottobre 2010 Rfi abbia aperto ufficialmente il cantiere. La società era convinta che l'impresa avesse le carte in regola per eseguire gli interventi. Poi, a sorpresa - sostiene Rfi - sono subentrati i controlli giudiziari che avrebbero dimostrato che la ditta non avrebbe i requisiti per mantenere l'appalto. Da qui la revoca dell'affidamento. Che potrebbe anche scatenare un contenzioso amministrativo. Ilaria Bonuccelli Alessandro Petrini  

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