La manifestazione
Solidarietà a Giannecchini
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Lilio Giannecchini Venti firme per dire stop «al linciaggio morale»
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LUCCA. Solidarietà a Lilio Giannecchini. La chiede un gruppo di cittadini che invita a porre fine all'ostracismo nei confronti dell'ex direttore dell'Istituto storico della Resistenza - definendolo un intollerabile linciaggio morale - e sollecita la sua immediata riabilitazione pubblica. Nelle scorse settimane contro Giannecchini si sono mosse molte voci, tra cui quella dell'ex sindaco Pietro Fazzi, per la confessione resa dallo stesso Giannecchini di «aver dato ordine di passare per le armi ottanta prigionieri di guerra tedeschi». Dichiarazioni che, secondo Fazzi, dovrebbero portare la Provincia a costituirsi parte civile a fianco dei parenti degli ottanta prigionieri di guerra. Gli oltre venti firmatari dell'appello di solidarietà a Giannecchini, invece, sono di tutt'altro avviso. «Senza Lilio Giannecchini, comandante partigiano detto "Toscano", che per anni ha mantenuto viva sul nostro territorio la memoria della lotta antifascista - scrivono -, ricordi e testimonianze sarebbero andati perduti o privati di significato nella corsa alla cosiddetta "riappacificazione" che Lilio ci ha insegnato non può essere perdita di memoria. Nonostante egli sia stato punto di riferimento per molti di noi e per tanti altri, soprattutto giovani, è stato recentemente emarginato e impedito a partecipare a pubbliche commemorazioni per aver commesso uno sbaglio di comportamento, ancora giuridicamente da dimostrare. Non si possono inficiare i meriti di un'intera esistenza, non si può cancellare il valore di una vita spesa per mantenere alti gli ideali della Resistenza e per tenere viva la memoria della verità». Due dei firmatari, poi, si spingono oltre. «Ciò che colpisce in questa vicenda - scrivono in una lettera - è l'improvviso accanimento di noti personaggi e poteri. È inqualificabile questa coalizione di troppi contro uno. È intollerabile il linciaggio morale e l'emarginazione perpetrati ai danni di Giannecchini, al quale invece dovrebbe andare l'unanime riconoscenza per tutto quello che ha fatto per il paese e per la città di Lucca. A meno che non si rimproveri a Giannecchini di aver combattuto il nazifascismo, ma fino ad ora nessuno ha osato tanto, e non riusciamo nemmeno a immaginare che ci sia un solo uomo giusto che lo possa pensare. Non vorremmo che lo scopo di tutta questa aggressione fosse quello di far fuori un uomo difficile e che rappresenta ideali evidentemente non condivisi da certuni». P.T.
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