Finanza
Limmissione in ruolo di 518 addetti
«Scuola, l'accordo è positivo»
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Una assemblea di docenti 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Nonostante la norma sul blocco degli scatti di anzianità per nove anni, la Cisl Funzione pubblica valuta positivamente l'accordo che prevede l'immissione in ruolo nella scuola di 66mila lavoratori, dei quali 518 nella nostra provincia. «Il blocco degli scatti è un un elemento non positivo ma da valutare rispetto alla sicurezza del posto di lavoro. Da considerare poi - afferma il segretario della Cisl scuola Claudio Rugani - che con la ricostruzione di carriera la gran parte di quanti sono entrati hanno un'anzianità tale che superano lo sbarramento e quindi non avranno penalizzazioni. Anche per questo è prematuro parlare, come fa la Flc Cgil, di ricorsi. Azione, questa, da mettere in atto eventualmente solo dopo aver superato il periodo di prova e avuto la certificazione dello stato di servizio. «Un risultato, l'immissione in ruolo, frutto sicuramente della determinazione e del confronto continuamente ricercato dalla Cisl a tutti i livelli ed il risultato è la conferma che il nostro metodo di concertazione - dichiara il segretario della Cisl Giovanni Bolognini - il nostro stare al tavolo, ha avuto ragione». «Un buon risultato che valutiamo comunque come un primo passo nella giusta direzione e non certamente la conclusione di una vertenza - continua Bolognini - anche da noi ci sono persone che sono andate in pensione con una storia lavorativa completamente da precario nella scuola pubblica, quella che deve garantire le basi per lo sviluppo delle giovani generazioni». Ovviamente - prosegue Rugani - con questo provvedimento non si risolvono completamente i problemi della scuola: dal sovraffollamento delle classi, all'inadeguatezza degli immobili, alla penalizzazione dell'offerta formativa e non per ultimo alla riduzione degli organici. «Abbiamo sottoscritto l'intesa a ragion veduta: il piano di assunzione a ruolo è triennale, e garantisce il turn-over con la copertura dei posti vacanti che si renderanno disponibili ogni anno, in assoluta controtendenza di tutto il resto del pubblico impiego. Alla fine del triennio le assunzioni ipotizzate sono circa 120mila».
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