Attenzione
Autorizzazione del suolo pubblico scaduta
Pedana tolta per motivi amministrativi «non per favorire Favilla»
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LUCCA. Era scaduta l'autorizzazione a occupare il suolo pubblico: solo per questa ragione - spiega Marco Chiari, ex assessore al decoro urbano e al centro storico - è stata ordinata la rimozione di parte della pedana esterna del ristorante Da Francesco, in corte Portici. Nessuna imposizione, dunque, nessun atto di nepotismo - assicura l'ex amministratore - per favorire i figli del sindaco che abitano sopra questo locale. A ipotizzare che questa pedana fosse stata tolta per fare un piacere a Favilla e ai suoi familiari, era stato sabato Piero Angelini, ex alleato del sindaco. E anche il titolare del locale aveva ammesso che tutti i problemi per l'occupazione del suolo pubblico erano nati quando sopra il ristorante si erano trasferiti i parenti di Favilla. Chiari, che da assessore aveva seguito la pratica, nega che i fatti siano andati così. «Intanto - esordisce - deve essere chiaro che non è che ci siamo svegliati una mattina e abbiamo deciso di far togliere la pedana al ristorante. Il fatto è che a maggio dell'anno scorso è scaduta l'autorizzazione quinquennale all'occupazione del suolo pubblico e non era stata rinnovata. Anzi, sia la commissione ambientale del Comune (che esprime un parere di natura "paesaggistica") sia la Sovrintendenza hanno espresso parere negativo al rilascio di una nuova autorizzazione. L'ufficio comunale del suolo pubblico è andato nella stessa direzione perché la pedana non era più compatibile con il nuovo regolamento per l'occupazione degli spazi ed aree pubbliche». Tanto più che - sottolinea Chiari - per accedere «a questa pedana si dovevano salire tre scalini. La struttura, quindi, era sollevata da terra quasi mezzo metro. In più occupava tutto il marciapiede, contravvenendo alla normativa vigente. Noi, però, non abbiamo voluto vessare l'imprenditore. Intanto, a maggio 2010 gli abbiamo dato una proroga fino alla fine dell'estate. Poi gli abbiamo chiesto di presentare un progetto nuovo tenendo conto del fatto che non avrebbe più potuto coprire con la pedana, che in realtà era una terrazza, la facciata di un edificio storico». Chiari, comunque, assicura che c'è la volontà dell'amministrazione di rilasciare l'occupazione del suolo con tavoli e sedie, anche se non con pedane: «La proposta avanzata dal Comune era di spostare i tavoli dall'altro lato della piazza, accanto al bar che già occupa una parte di suoo pubblico. Abbiamo, quindi, invitato l'imprenditore a presentare un progetto di "riqualificazione complessiva" dell'area da occupare con i tavoli, ma la documentazione fornita non era completa. Perciò il permesso è stato bocciato. Da lì è scattata l'ordinanza di rimozione della pedana». La pratica, quindi - conclude Chiari - ha seguito «un iter ordinario, come possono testimoniare sia il tecnico dell'imprenditore sia i consiglieri comunali che spesso sono venuti nel mio ufficio a perorare questa causa. Tutti gli incontri, infatti, si sono tenuti in municipio».
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