Il Tirreno

Lucca

Tornano alla diga dopo 50 anni

Azelio Biagioni
Tornano alla diga dopo 50 anni

In Svizzera gli operai garfagnini che costruirono lo sbarramento di Contra

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LUCCA. C'è un pezzo di Garfagnana in Svizzera. E precisamente in Valle Verzasca nel canton Ticino. Circa cinquanta garfagnini, infatti, presero parte alla costruzione della diga di Contra, una fra le più alte a livello europeo, così importante tanto da essere diventata un monumento meta di continue visite da parte dei turisti. La costruzione iniziò nel 1960 e durò cinque anni. Da allora solo in pochi che parteciparono alla sua realizzazione sono tornati a rivederla. Oggi a distanza, quindi, di 50 anni altri garfagnini che lavorarono alla diga hanno deciso di tornarci, in una gita in programma il primo fine settimana di settembre. Emozionati senza dubbio ma anche sicuri di poter fare da Cicerone in quei luoghi dove vissero e faticarono per tanti e tanti mesi a tu per tu con quel gigante di cemento. La Garfagnana, si sa, è stata terra di emigrazione. Chi partì per l'America in cerca di fortuna ma c'è anche chi scelse, appunto, la Svizzera. Il lavoro c'era. E pur ben pagato.  Lo stipendio era di tre volte superiore a quello che un operaio poteva percepire in Italia. Così giovani e meno giovani decisero di trasferirsi in Ticino. Il lavoro era duro, ma retribuito. Tante ore sotto il sole in estate ed altrettante al freddo durante l'inverno. Oltre ai garfagnini c'erano operai di Brescia, Bergamo, carpentieri della Valtellina e poi Umbri, Abruzzesi e Calabresi. Gli operai iniziavano il turno la mattina alle 7 e terminavano alle 19. Sabato e domenica riposo. Dormivano in quelle che chiamavano baracche dove ogni camera aveva quattro posti letti.  «Ma non fatevi ingannare dal nome - dice uno degli ex operai della diga -. Erano confortevoli e le camere dotate di riscaldamento per i periodi freddi». Nei giorni liberi i passatempi erano i cinema o i bar, futuristici rispetto ai piccoli locali che si vedevano in Garfagnana.  «In Svizzera tutto era più avanti già negli anni Sessanta e c'era più rispetto per il territorio - raccontano alcuni degli ex componenti di una squadra di lavoro - la diga? Non c'era niente quando arrivammo in Val Verzasca. L'abbiamo vista venir su giorno dopo giorno. Riguardando oggi le foto, che troviamo anche su internet, restiamo incantanti per la sua grandezza. E' un po' come con i figli: crescono poco alla volta, diventano grandi e noi non ce ne accorgiamo. Lo stesso vale per la diga di Contra: è arrivata ad oltre 200 metri ma avendola vista svilupparsi lentamente e lavorandoci quotidianamente una volta terminata non ci faceva nemmeno più impressione».  La diga di Contra è una diga di tipo ad arco. Ha un'altezza di 220 metri e una lunghezza di 380 metri. Il lago Vogorno, creato dalla diga, sbarra il corso del fiume Verzasca e si estende fino a Corippo. Confina con i comuni di Corippo, Vogorno, Mergoscia, Gordola e Tenero- Contra. Il lago alimenta una centrale idroelettrica a tre turbine, con una produzione annua di energia pari a 220 GWh, per due terzi di proprietà della città di Lugano e per il resto dell'azienda elettrica ticinese.  Dal coronamento della diga si pratica il bungee jumping; è questa infatti la più alta delle postazioni fisse nel mondo e proprio qui è stata girata la scena del lancio all'inizio del film "Agente 007 - Golden Eye" (1995) dove per la prima volta James Bond fu interpretato da Pierce Brosnan. Il salto nel vuoto fu eseguito da Wayne Michaels che stabilì anche un nuovo record mondiale.

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