Il dolore
Di ruolo, ma senza aumenti
Nadia Davini
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Assemblea dei precari della scuola In 500 entrano a scuola rinunciando agli scatti di anzianità
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LUCCA. Posto fisso sì, ma a precise condizioni economiche. È la formula (impari) utilizzata dal governo per risparmiare e fare cassa: in tutta la provincia da settembre 500 tra insegnanti e personale Ata (bidelli, tecnici e personale di segreteria) entreranno di ruolo nelle scuole. Dopo anni di precariato, contratti annuali (anche se con stipendi ridotti ai minimi termini) a una condizione: il blocco per 9 anni degli scatti di anzianità. In sostanza, per uscire dal precariato - denuncia il sindacato - i lavoratori della scuola devono rinunciare all'aggiornamento dello stipendio. Alla possibilità di guadagnare di più. Infatti, questi dipendenti si ritroveranno tra 9 anni a percepire uno stipendio uguale a come se fossero entrati di ruolo solo da pochi mesi. «È una situazione ambigua - spiega Marcella Zana, della Cgil scuola Lucca - e per certi versi paradossale: da una parte siamo contenti per l'immissione in ruolo di più di 500 persone, in seguito ai pensionamenti che ci sono stati quest'anno; dall'altra, però, riteniamo vergognosa e illegittima la condizione posta dal governo. Infatti, stiamo invitando tutti coloro che a settembre entreranno di ruolo a fare ricorso, perchè non permettere la ricostruzione di carriera per nove anni è inaccettabile». Tra l'altro - prosegue la sindacalista - con queste «immissioni in ruolo non vengono coperti tutti i posti di chi è appena andato in pensione e che finora ha percepito uno stipendio più alto, essendo a fine carriera, rispetto a coloro che sono appena entrati. Avendo assunto meno personale di quello andato in pensione e a stipendi inferiori per risparmiare non c'era bisogno di imporre anche il blocco degli scatti di anzianità». Che la situazione generale non sia delle migliori lo si capisce sfogliando le graduatorie degli insegnanti e del personale Ata precari, quelli, cioè, che ogni anno sperano in un posto a contratto annuale (da settembre a giugno). Solo nelle prime fasce (dove si trovano coloro che hanno maggiore punteggio e quindi maggiori possibilità di lavoro) i precari superano di gran lunga la centinaia; nella graduatoria del personale Ata circa 250 persone non sanno se quest'anno potranno lavorare. Senza considerare tutti coloro, soprattutto donne e con età lavorativamente "scomode" (sopra i 40 anni), che si trovano nelle fasce più basse: tanti resteranno senza lavoro; altri sperano di essere chiamati per le supplenze mensili, quando va bene. ELEMENTARI. Da quest'anno viene tagliata la cattedra di inglese. Non ci saranno più insegnanti di lingua straniera qualificati, ma l'inglese sarà affidato ad altri docenti che magari si sono specializzati nell'area umanistica, letteraria o scientifica. MEDIE E SUPERIORI. Il sovraffollamento delle aule sta diventando un problema sempre più pressante. Ci sono prime medie con classi di 32-35 alunni. Alle superiori si raggiunge spesso il numero di 35 alunni per classe, con problemi sulla qualità della didattica e sulla possibilità di seguire i ragazzi in base alle loro esigenze e caratteristiche. Senza considerare lo sforamento di tutte le normative, imposte per legge, sulla sicurezza scolastica, comprese quelle che stabiliscono il numero massimo di alunni per classe. PERSONALE ATA. Il taglio dei collaboratori scolastici mostra uno scenario da lacrime e sangue. I bidelli presenti negli istituti saranno sempre meno, con pesanti problemi sulla gestione della sorveglianza nelle scuole: alcune ore riusciranno ad essere coperte e altre no.
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