Sicurezza
Furti in ospedale, inserviente nei guai
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Una corsia del Campo di Marte (Vip) Rubati soldi dai portafogli di un medico e di tecnici
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LUCCA. Rovista nelle borsette di medici e tecnici di laboratorio dell'ospedale, ma è scoperta e denunciata dagli agenti del posto fisso di polizia. Nei guai finisce un'addetta alle pulizie di quarantacinque anni residente a Capannori. Viene denunciata per furto aggravato e allontanata dalla ditta appaltatrice. Stando all'accusa a luglio la donna - che sostiene di aver agito in stato di necessità in quanto costretta da impellenti esigenze finanziarie - ha derubato una dottoressa e tre tecniche di laboratorio. Il modus operandi usato è stato sempre lo stesso. Appena le vittime dei furti si allontanano dalla loro postazione di lavoro, la donna delle pulizie inizia a frugare nei portafogli lasciati incautamente nelle borse o nei cassetti delle scrivanie. Alla fine però un'addetta del laboratorio, figlia di un ex ispettore della squadra Mobile oggi in pensione, la coglie sul fatto e avverte il responsabile del posto di polizia dell'ospedale, l'ispettore capo Andrea Vidili, un investigatore esperto e preparato per i lunghi anni trascorsi alla Mobile. Dalle indagini emergono altri tre casi di furti compiuti dalla donna delle pulizie che viene allontanata cautelarmente dal lavoro. I poliziotti del posto di polizia riescono così a scoprire l'autrice di 4 furti per un ammontare di quasi 300 euro commessi in ospedale alla fine dello scorso luglio. A dare inizio alle indagini una radiologa di 27 anni, addetta al laboratorio, che sorprende la donna e non s'impietosisce alla sua richiesta di non denunciare il fatto. L'impiegata sa bene che in ospedale sono stati commessi altri furti ai danni di colleghe e informa il responsabile del posto di polizia dell'ospedale ed ex collega del padre della vittima proprio alla Mobile. Vidili avvia le indagini e riesce ad attribuire 4 colpi alla donna che è stata denunciata per furto aggravato e continuato alla Procura ed allontanata cautelarmente dalla sede di lavoro dell'ospedale dalla ditta appaltatrice. Le indagini proseguono per capire se l'indagata si è resa responsabile di altri episodi.
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