Il Tirreno

Lucca

Finisce in carcere il secondo albanese che nel dicembre scorso avrebbe preso di mira bar e pub della Lucchesia

Nuovo arresto nella gang dei videopoker

La squadra mobile a caccia del terzo malvivente ideatore dei furti in pieno giorno

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 LUCCA. La squadra Mobile ha rintracciato e arrestato a Parabiago (Milano) Rudi Qose, 30 anni, albanese, componente la gang specializzata in furti di slot machines tra cui una cospicua somma di denaro dai videopoker installati al bar Catelli di San Vito avvenuto il 21 dicembre scorso. L'arresto di Qose si aggiunge a quello di Andi Doko, 23 anni, mentre è ancora uccel di bosco il terzo malvivente.  Qose è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal giudice delle indagini preliminari Simone Silvestri su richiesta del sostituto procuratore Antonio Mariotti.  Le minuziose indagini della polizia avevano già consentito di attribuire al trio criminale i seguenti reato: il 13 dicembre scorso svuotati i videogiochi ed il cambiamonete al bar QQ3 di via Pesciatina a Picciorana e asportati 1.027 euro; Il 23 dicembre scorso svuotati i videogiochi ed il cambia monete alla gelateria "Da Palmiro" in viale Luporini e portati via 2.500 euro e la vigilia di Natale svuotati i videogiochi ed il cambia monete al bar "David" di via del Brennero a S. Marco (via 800 euro) e le slot machines e il cambiamonete del bar "Energy" a S. Colombano (via 840 euro).  La tecnica per svuotare le slot machine in pieno giorno senza scassinarle era semplice e apparentemente senza rischi. Due dei tre componenti la gang si mettevano di fronte ai videopoker fingendo di guardare le partite di calcio sugli schermi al plasma attaccati alle pareti di bar e pub o, più semplicemente, sedendosi alle macchinette e improvvisandosi accaniti giocatori. Il terzo - munito di apposite chiavi, perfette imitazioni di quelle adatte ad aprire lo sportello dove si trovano monete e banconote - si accovacciava e coperto dagli altri due riusciva a svuotare il contenuto delle macchinette senza che nessuno se ne accorgesse. Un sistema ingegnoso che fruttò nel periodo natalizio soltanto in Lucchesia oltre 5mila euro.

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