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Lucca

Il Wwf: «L'uso di recinti e trappole limita i danni causati dai cinghiali»

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 LUCCA. Il controllo numerico dei cinghiali si attua in vari modi: dalle trappole all'uso delle armi. Il Wwf interviene con un comunicato in relazione ai danni degli ungulati alle attività agro-silvopastorali.  «Riteniamo necessario ricorrere allo strumento del controllo numerico della specie. - si legge nella nota del Wwf - Quello che non ci trova d'accordo è il sistema con cui si pretende di operare tale controllo senza sentire zoologi e tecnici del settore. Le esperienze nazionali dimostrano che, nel caso del cinghiale, il sistema di cattura in grado di fornire i migliori risultati in termini di rapporto costi-benefici è quello che prevede l'uso di recinti o trappole autoscattanti in cui gli animali vengono attirati con un'esca alimentare. Tale strumento, oltre che più efficiente, è anche quello più sicuro per l'incolumità pubblica e per la sicurezza delle persone. Dopo la messa in opera, i dispositivi di cattura devono essere condotti secondo precisi protocolli operativi, coinvolgendo in tali attività il personale d'istituto (polizia provinciale, corpo forestale dello stato, Asl).  «Purtroppo la ridotta accettazione sociale dell'attività di cattura da parte di soggetti contrari, per motivi diversi, alla rimozione dei cinghiali può comportare il sabotaggio delle strutture. Una delle componenti contrarie all'attività di cattura tramite recinti o trappole è quella costituita dalla parte più retriva del mondo venatorio che, nel caso di squadre di caccia al cinghiale, è venuta assumendo una connotazione di "blocco sociale" in grado di condizionare le scelte di gestione faunistica operate dagli amministratori locali.  «L'esperienza maturata negli ultimi decenni in diversi contesti locali dimostra che per affrontare il problema del cinghiale nella sua complessità i risultati migliori si ottengono avvalendosi di strumenti di diversa natura. Il controllo numerico di una popolazione di animali si configura come uno strumento di carattere gestionale al quale talvolta è necessario ricorrere e che, a differenza dell'attività venatoria, riveste il carattere dell'eccezionalità».  Sul caso-cinghiali interviene anche il consigliere provinciale del Pdl, Maurizio Marchetti, che sottolinea pesi e misure diverse del presidente della Provincia, Baccelli: «In campagna elettorale sterminio chirurgico dei cinghiali. Una volta passata la festa Baccelli torna animalista e non si interessa delle lamentele delle persone minacciate. Si vede che gli ungulati si possono cacciare solo in regime di par conditio».

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