Sicurezza
A Maggiano, dove passa lelettrodotto La Spezia Acciaiolo, si ribella il titolare di una attività ricettiva
Traliccio, turisti in fuga
Barbara Antoni
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Lingresso di villa Farneta e il vicino traliccio «Farò causa per chiedere i danni, e saremo in tanti»
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LUCCA. Il grande traliccio spaventa i turisti, che col tempo, si sono sempre più diradati. Il risultato, oggi, è che la villa di Farneta - da anni buen retiro agognato da tanti viaggiatori, soprattutto stranieri - è spesso deserta, o alla meglio solo con poche serrande alzate. Il proprietario, Francesco Sorrentino, ha deciso: «Farò una causa civile a Terna - dice - perché io, come molti altri residenti in questa zona, non riesco a godere la piena proprietà del mio immobile». La zona è quella di via del Palazzo a Maggiano, dove si trovano la villa con altre due abitazioni nel suo parco. Nel mirino c'è il traliccio dell'elettrodotto 314 (la linea La Spezia - Acciaiolo) che si staglia tra le abitazioni e che a più riprese è stato oggetto di proteste. I cittadini hanno chiesto e richiesto (finora invano) che la linea venisse deviata, per il rischio che le emissioni elettromagnetiche possono comportare per la salute. E il caso della villa di Farneta è emblematico. Gli impauriti, in questo caso sono stati i turisti, ai quali, racconta il proprietario Sorrentino, non sono passati inosservati alcuni rumori prodotti dal traliccio, oltre che la sua presenza a così poca distanza dalle case. «Da anni - racconta Sorrentino - lavoro a fianco di mia moglie. Affittiamo parti della villa ai turisti e anche le due abitazioni vicine, che sono sempre di nostra proprietà. Il nostro complesso è dotato di piscina, di tutti i comfort per ospitare i villeggianti. In particolare i nostri ospiti sono inglesi. Tempo fa - ricostruisce - nella villa soggiornava infatti un gruppo di turisti inglesi. Notarono alcuni rumori provenienti dal traliccio e, per sicurezza, interpellarono il proprio medico nella loro città, chiedendogli se questa presenza poteva portare rischi alla salute. Il giorno dopo, il medico inviò un fax nel quale li invitava ad andarsene immediatamente dalla villa. E così fecero. Segnalarono la loro vicenda su un blog di turisti inglesi appassionati dell'Italia e da allora gli ospiti, nella mia villa, sono diventati sempre più rari. È evidente che il danno alla mia attività è stato causato dalla presenza del traliccio; per questo ho deciso di aprire una causa civile contro la società che ha costruito l'elettrodotto e lo gestisce, cioè Terna. Ma credo proprio che in questa battaglia non sarò solo. Al mio fianco ci saranno molti altri residenti in questa zona che, per via del traliccio, sono penalizzati nella loro proprietà». In tanti infatti, cercando di fuggire da Maggiano, hanno tentato di vendere la propria casa. «Anche io ho messo in vendita la mia proprietà - continua il signor Sorrentino -. Ma non ho mai trovato nessuno disposto a comprarla, almeno al prezzo che si confà al suo valore. E come me tutti quanti i miei vicini. Chi ha messo la propria abitazione in vendita, al massimo si è reso conto di poterla svendere. O abbassi il prezzo tanto da indurre il compratore a "dimenticare" il traliccio o ti tieni casa e tutto il resto. Nella migliore delle ipotesi, le compravendite sono avvenute tra cittadini di qui. Vendere a persone di fuori è impossibile». «Il problema di questa zona sono i tralicci - dice chiaro Sorrentino, sostenuto dal comitato cittadino -. Qui le emissioni, come è documentato dai rilievi, sono più di dieci volte superiori ai limiti previsti dall'Organizzazione mondiale della sanità. Lo sanno tutti. Lo sanno anche le mamme, che infatti non vogliono più che i loro bambini giochino nello spazio vicino la chiesa, anche questa si trova vicino al traliccio. La situazione è insostenibile, a questo punto deve intervenire il Comune presso Terna, per ristabilire l'equilibrio. Le emissioni, in questa zona, devono essere equiparate a quelle del nuovo elettrodotto di Sant'Alessio, in linea con i limiti previsti dall'Oms».
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