Trasporti
C'è chi paga e chi fa dietrofront
Nadia Davini Marco Lorenzetti
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Unutente alle prese con i pagamenti dei ticket In farmacia si fanno i conti con la disinformazione sulle nuove regole
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LUCCA. In farmacia c'è chi ha fatto dietrofront. Informato della necessità di sottoscrivere il proprio reddito sulla ricetta e non conoscendolo, più di un cliente ha girato le spalle ed è tornato sui suoi passi. Per informarsi meglio. Altri hanno addirittura preferito mettere mano al portafogli e pagare per intero il costo del medicinale. E' successo anche questo nelle farmacie lucchesi il primo giorno di introduzione dei nuovi ticket. Denominatore comune è stata la disinformazione: oltre a chi ha detto di non conoscere il proprio reddito, c'è chi addirittura ignorava la novità. Il temuto caos per i cambiamenti davanti al bancone si è in parte avverato. Basti pensare al caso di coloro che vanno a prendere le medicine per conto terzi: sono nati dubbi, incertezze sui redditi e sono state molte le persone che alla fine hanno preferito tornare a casa per ripresentarsi in farmacia con le documentazioni necessarie e con maggiori certezze. Sul caos, soprattutto per questi primi giorni, è d'accordo Aldo Buti, presidente dell'ordine dei farmacisti di Lucca e titolare della farmacia di San Concordio. «C'è bisogno di pazienza - dice - e di spiegare con calma le novità a chi non le conosce. Il periodo scelto per introdurre questi cambiamenti non è dei migliori: c'è chi è appena rientrato dalle ferie e chi è sempre in vacanza, all'oscuro del nuovo sistema. Idem per i medici con i quali non abbiamo ancora potuto fare un incontro perchè tanti non sono a Lucca in questo momento. Il nostro ruolo ora non è solo quello di dispensare il farmaco ma anche di spiegare quella che è la realtà, perchè le persone che vengono in farmacia chiedono di essere informate. L'ottimo sarebbe che il cliente venisse con la ricetta già sottoscritta nelle fasce in cui ricade: per questi primi giorni credo che sarà impossibile. E penso che la confusione generata sia dovuta al periodo iniziale di cambiamento, tra quindici giorni tornerà tutto alla normalità». Alcuni locali si sono muniti di un vero e proprio prospetto informativo redatto in maniera semplice e chiaro, da consegnare direttamente ai pazienti con tutte le informazioni necessarie. Il dottor Michele Rizza, farmacista in via S. Croce, dice: «Personalmente non ho proprio nominato la parola Isee con i miei pazienti. Semplicemente ho indicato le varie categorie di reddito in cui le persone devono collocarsi, con l'aiuto di un prospetto indicativo e, naturalmente, i casi in cui è prevista la totale esenzione». La casistica dei pazienti che sin dalla mattina si sono presentati alle farmacie è varia. «Alcuni - spiega un farmacista - nemmeno sapevano dell'introduzione dei nuovi ticket sanitari, tra questi, molte le persone che sono dovute tornare indietro per informarsi meglio sulla propria situazione economica. Altri, di fronte alla richiesta di indicare la propria categoria di appartenenza, hanno preferito pagare per intero il prezzo del farmaco, pur di non esporre dati ritenuti strettamente personali». «Alcune persone - dichiara il dottor Enea Melosi - informate per tempo della imminente introduzione dei nuovi ticket, si sono mossi in anticipo per acquistare i farmaci mediante ricetta medica». «In generale c'è stata molta dichiesta di informazione e poche ricette», sintetizza il farmacista di via Roma in merito all'andamento della giornata. In definitiva, questa prima giornata di assestamento è stata gestita senza grossi problemi, come spiega Mauro Marconcini della farmacia Massagli: «La gente ha capito che noi non c'entriamo con queste nuove complicazioni, anzi, c'è la consapevolezza di essere tutti sulla stessa barca poichè è chiaro che anche noi siamo i primi ad essere convolti. Per avere un quadro generale dobbiamo ancora aspettare circa un mese». Opinione questa condivisa da tutti i farmacisti.
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