Sicurezza
Al Giardino Botanico in mostra 44 varietà di ortaggi della nostra tradizione contadina
Aperto al pubblico l'orto dei prodotti tipici lucchesi
Rossella Lucchesi
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Gli ortaggi lucchesi al Giardino botanico 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Da oggi i visitatori dell'orto botanico potranno visitare un vero "orto lucchese". Quarantquattro varietà di ortaggi tipici del territorio lucchese, alcuni dei quali quasi in via di estinzione e ignoti anche a molti lucchesi doc. Spiccano la cipolla rossa, il pomodoro canestrino e quello fragola, il cardone gobbo, la radicchia lucchese e le famose stringhe. Ma anche la carota pastinocello, e il famoso mais formenton ottofile della Garfagnana. Poi la sezione dedicata ai fagioli con ben diciotto varietà. Come il fagiolo turco grigio coltivato a Sillico e Piazza al Serchio, il fagiolo rosso e quello scritto, oltre a quelli in erba da cucinare in svariati modi. E proprio ai fagioli è dedicato un libro realizzato in collaborazione con l'Arsia, a disposizione di chiunque intenda approfondire la propria cultura in materia. Il prof. Paolo Tomei, consulente scientifico dell'orto botanico, evidenzia la valenza multipla della mostra quale recupero del materiale elaborato dall'uomo a rischio di scomparsa, insieme al ritorno alle tradizioni genuine del passato. L'esposizione nasce da un'idea dell'Opera delle Mura e sarà uno dei punti di attrazione di Murabilia. Una grande opportunità per far conoscere meglio i prodotti che caratterizzano il nostro territorio che secondo Stefano De Ranieri, rappresentante di Slow Food che collabora all'iniziativa, ha ancora molte potenzialità da sfruttare. Soddisfatto il presidente dell'Opera delle Mura Francesco Colucci che ribadisce la necessità di valorizzare il lavoro della terra, forte calamita per i turisti che tra pochi giorni potranno ammirare una rarissima specie di genziana pneumonanthe tipica dell'Italia peninsulare, segnalata solo in Toscana e in Umbria. Data per estinta nella nostra regione, è stata recuperata grazie ad una ricerca ed oggi Lucca è l'unica città toscana a possedere questa straordinaria pianta dai fiori azzurri che fiorisce a settembre anzichè in primavera.
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