Il Tirreno

Lucca

Caro mensa, confronto aperto

Nadia Davini

Ricorso dei genitori al Tar sospeso fino a quando non arrivano i conguagli

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 LUCCA. Mense: la storia infinita. Ad estate quasi finita torna la questione che ha tenuto continuamente banco durante quest'anno, con proteste, delibere, modifiche successive e polemiche ripetute. Diversi ancora i punti irrisolti: la richiesta di pagamento dei conguagli alle famiglie da parte del comune, il costo del buono pasto, il ricorso al Tar avanzato da alcuni genitori del comitato "protesta caro mensa" contro l'amministrazione comunale. Per ora tutto tace su possibili proteste da riprendere con l'avvio del nuovo anno scolastico: dal comitato fanno sapere che l'appuntamento più vicino è la prossima riunione del direttivo, fissata per i primi di settembre. Tuttavia le posizioni, a distanza di un anno, non sono cambiate di molto. Il costo del buono pasto è ancora considerato troppo alto, l'unica cifra che i genitori valuterebbero come equa e accettabile è quella di 3,60 euro (priva, cioè, dei costi di ammortamento della struttura del centro unico di cottura) e la richiesta di pagamento dei conguagli da parte del comune è ritenuta "illegittima". Proprio su quest'ultimo punto, infatti, il comitato ha redatto il ricorso al Tar. Come è andata a finire? «Il ricorso - spiega Michela Donati, segretaria del comitato - è stato depositato. E al momento è sospeso: abbiamo deciso così perchè vogliamo vedere cosa succede a settembre. Cioè se l'ufficio inoltrerà ai genitori i bollettini per il pagamento dei conguagli oppure tutto finirà in un nulla di fatto come risulta essere fino ad oggi. Abbiamo un anno di tempo per riattivare il ricorso: vediamo quello che succede, se i conguagli arrivassero il ricorso verrebbe immediatimente impugnato». Di conguagli, comunque, nonostante gli annunci comunali pre-estivi, non se ne vedono: non sono arrivati prima della fine dell'anno scolastico e neanche durante i mesi appena trascorsi. «Per il momento non sappiamo come proseguire la protesta - continua Michela Donati - sicuramente per i primi di settembre ci riuniremo come direttivo e decideremo come muoverci. Il panino day è risultato molto efficace, ma non più di facile attuazione. Pare che da settembre i bambini iscritti a mensa non debbano consegnare il buono pasto a inizio mattina, ma, in quanto presenti a scuola, salvo specifiche comunicazioni, siano direttamente considerati presenti anche per il servizio mensa. Quindi verrebbe meno il senso stesso della protesta, dove i bambini al posto del buono pasto portavano a scuola i panini nello zaino».  È incerto quello che accadrà a settembre, certo è che uno dei punti su cui si è basata la protesta dei genitori, il prezzo del buono pasto, è tutt'ora presente. I genitori ne sono perfettamente consapevoli, tanto che stanno pensando alla possibilità di avanzare una richiesta ben chiara: «Visto che siamo noi famiglie che abbiamo i figli iscritti a mensa a dover pagare i costi di ammortamento del nuovo centro unico di cottura chiediamo che la struttura venga utilizzata solo per il servizio di refezione scolastica».  Pur essendo uno stabile molto grande, che potrebbe gestire la preparazione dei pasti anche per altre mense, non solo per quelle delle scuole.

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