La manifestazione
«Volevamo passare una serata diversa dal solito»
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Il centro Snai accanto al comune di Capannori teatro dellassalto dei falsi rapinatori (vip) I 7 ragazzi denunciati dopo aver inscenato una rapina alla Snai di Capannori
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LUCCA. La noia, il desiderio di passare una serata d'agosto diversa dal solito, la voglia di sentirsi «protagonisti». È una sorta di un male oscuro di cui sono vittime tanti ragazzi apparentemente tranquilli che ha portato i sette giovani - tutti di Lucca e Capannori, per la maggior parte studenti - a fingersi rapinatori indossando cappucci e passamontagne per dare l'assalto all'agenzia Snai di Capannori. Un episodio che ha colpito e fatto riflettere tante famiglie. Oltre allo spavento provocato alle giovani impiegate della sala giochi costrette a barricarsi dentro, a chiudere le porte a doppia mandata e ad avvertire i carabinieri alla vista delle due auto sospette e degli uomini incappucciati. Adesso che la «bravata» è costata ai protagonisti una denuncia per procurato allarme i sette ragazzi - tra loro ci sono anche due donne, forse le menti del gruppo, e un ragazzo di colore che aveva finto di essere preso in ostaggio dalla gang - sono passati da un iniziale senso di fastidio e quasi di sfida alle forze dell'ordine a un senso di paura per la «punizione» che li attende. Hanno iniziato a realizzare quanto combinato. Dai primi accertamenti dei carabinieri di Capannori non è stata un'azione improvvisata. Un'idea balenata poche ore prima e messa in pratica in fretta e furia. Ma i ragazzi hanno studiato il «colpo» nei minimi dettagli. Incoraggiati, probabilmente, dalla visione di qualche pellicola d'azione, di qualche film scarsamente educativo. «Non dite nulla ai nostri genitori» hanno implorato un paio di studenti, mentre altri a capo chino hanno preferito tacere.
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